Calcio

Calcioscommesse, a Catanzaro scatta la fase 2

Nuovi arresti e nuovi indagati nell'inchiesta sulle partite truccate in LegaPro, serie D ed Eccellenza. Nel mirino anche la promozione in B del Teramo

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Gianluca Ferraris

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Gli uomini della squadra mobile di Catanzaro e quelli del Servizio centrale operativo della Polizia di Roma erano in attesa già da qualche giorno che il giudice per le indagini preliminari confermasse il loro impianto investigativo, anche alla luce delle ammissioni fatte da alcuni degli indagati della prima tranche d’inchiesta. Tra ieri e oggi, come ampiamente previsto, è così scattato il “secondo tempo” dell’operazione Dirty Soccer, l’indagine sul calcioscommesse nelle serie inferiori coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia cittadina.

Il nuovo filone giudiziario aggiunge al menù 17 ordinanze di custodia cautelare (carcere o domiciliari), scattate questa mattina all’alba, e cinque nuovi indagati. Le prime, secondo quanto risulta a Panorama.it, riguarderebbero quasi esclusivamente persone già indagate e la cui posizione si sarebbe aggravata, ma ci sono anche alcune new entries: dirigenti e calciatori del campionato di Eccellenza calabrese, lo stesso al quale partecipava il Sambiase calcio, squadra secondo gli inquirenti controllata di fatto dalla cosca Iannazzo e all’interno della quale Pietro Iannazzo, uno dei principali indagati di Dirty Soccer, figurava come direttore sportivo.

I cinque nuovi indagati sono invece il collaboratore tecnico del Parma ed ex direttore sportivo della Ternana Giuliano Pesce, 50 anni, il presidente del Teramo Luciano Campitelli (59), il direttore sportivo della squadra abruzzese Marcello Di Giuseppe (47), quello del Savona Marco Barghigiani (52) e il calciatore Davide Matteini (33). L’accusa, anche in questo caso, è di frode sportiva. Secondo quanto emerso dalle indagini, la dirigenza del Teramo avrebbe dato mandato al direttore sportivo de L’Aquila calcio Ercole Di Nicola, già indagato nella stessa inchiesta e ritenuto a capo di una delle due organizzazioni dedite a combinare partite, affinché aggiustasse il risultato dell'incontro Savona-Teramo in favore della squadra abruzzese, che vincendo avrebbe conquistato la promozione in serie B. Cosa poi puntualmente verificatasi. 


Di Nicola, secondo l’accusa, si sarebbe avvalso della collaborazione di altri professionisti del calcio affinché la proposta di combine giungesse a destinazione: Ninni Corda, ex allenatore del Savona e oggi del Barletta, anche lui già indagato, e appnto Pesce. Sarebbero stati loro a trovare i calciatori savonesi disponibili a falsare l’andamento dell’incontro, dopo che un paio di loro compagni di spogliatoio avevano respinto le avances di Matteini. Il presidente e il ds del Teramo avrebbero poi versato 30 mila euro per remunerare l’opera prestata dai savonesi.

Savona e soprattutto Teramo, per bocca del suo massimo dirigente, respingono ogni accusa. Ma le indagini proseguono e in attesa degli interrogatori di garanzia (quello con Campitelli è fissato per martedì 16 giugno) la sensazione è che il quadro delle partite a rischio sia destinato ad ampliarsi. Nei corridoi della procura di Catanzaro di parla di almeno altri dieci match sotto la lente, mentre a Roma, in quelli della procura federale di Stefano Palazzi - in questi giorni già alle prese con il caso Lotito - ci si prepara ad allestire l’istruttoria sportiva. Ci attendono, insomma, un’altra estate caldissima e un altro giro di calendari modificati dalle sentenze.

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