Calcio

Marino, dg Atalanta: "Calcioscommesse? Abbiamo già pagato più degli altri"

Il dirigente ha chiarito la posizione del club bergamasco in merito al rinvio a giudizio di Colantuono e Doni

colantuono

Dario Pelizzari

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Due partite, una già nota (Ascoli), l'altra no (Crotone). L'Atalanta torna nelle carte del titolare dell'inchiesta sul calcioscommesse, Roberto Di Martino, per due gare che potrebbero condizionarne e non poco il prossimo futuro nel massimo campionato. Cristiano Doni, ex capitano neroazzurro, avrebbe tirato in ballo in una chat il tecnico Stefano Colantuono, da qualche settimana sulla panchina dell'Udinese, per l'incontro con il Crotone disputato nel 2011. Se venissero confermate le accuse, l'Atalanta sarebbe chiamata in causa per "responsabilità oggettiva". Come 4 anni fa, quando pagò con 6 punti di penalizzazione il coinvolgimento di alcuni dei suoi tesserati. Con una punizione simile, il club bergamasco potrebbe venire retrocesso nella Serie B.

"Non mi preoccupa il calcioscommesse, perché noi abbiamo già pagato più degli altri. Rispettiamo il lavoro della magistratura, perché fa un servizio per il calcio, ma nessuno si aspetti ulteriori martiri per responsabilità oggettiva". Lo ha detto il dg dell'Atalanta, Pierpaolo Marino, a margine della presentazione della campagna abbonamenti, commentando la richiesta di rinvio a giudizio dell'ex allenatore nerazzurro Stefano Colantuono e dell'ex capitano Cristiano Doni. "Abbiamo messo in atto sistemi virtuosi di gestione - ha puntualizzato il direttore generale- come il codice etico e il monitoraggio di Federbet sui flussi di scommesse riguardanti le nostre partite, l'Atalanta è un modello anche per altri. Quindi sono tranquillo. Sono felicissimo che il nostro ds Zamagna sia uscito dall'inchiesta, perché è una perla di persona. Ed esprimo solidarietà' a Colantuono, che fino a prova contraria va ritenuto innocente".

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