Calcio

Calciomercato e affari: ecco quanto guadagnano i procuratori

Un business da quasi 350 milioni di euro nel 2016 secondo il report Fifa. Italia e Inghilterra patria degli intermediari

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Giovanni Capuano

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Chiamarli 'Mister 5%' o, per i più cari, 'Mister 10%' rischia di diventare riduttivo. I procuratori sportivi - meglio definibili come intermediari semplici dopo la liberalizzazione imposta da Blatter - sono una parte sempre più consistente del calciomercato. Un giro d'affari in vorticosa crescita, che nel solo 2016 ha fruttato ricavi dichiarati per 341,6 milioni di euro. La maggior parte in Inghilterra e Italia, la patria degli agenti del pallone.

Numeri che fotografano uno degli aspetti più oscuri del calcio versione 2.0. Sono contenuti nel Report Fifa che attinge ai dati del TMS (Transfer Matching System), la piattaforma in cui ogni transazione deve essere obbligatoriamente registrata per avere valore. Si scopre così come e quanto guadagnano spostando manodopera (cioè i calciatori) uomini come Jorge Mendes, Mino Raiola e tutti gli altri procuratori che dominano il mercato. Con un'avvertenza: le vie del denaro sono infinite e non è detto che il sistema riesca a catturare tutte le fonti di approvigionamento degli intermediari.

Dal 2013 al 2016 commissioni per un miliardo di euro

Il conto delle intemediazioni è salatissimo: 1,02 miliardi di euro dal 2013 al 2016, periodo di osservazione del TMS. La quasi totalità viene movimentata in Europa (un miliardo di euro), ma l'affacciarsi della Cina sul mercato potrebbe presto spostare gli equilibri. La crescita è tumultuosa. Nel 2013 gli agenti prendevano 202 milioni e nel 2016 sono diventati 341 (+68%), ma il grande salto c'è stato nell'ultimo periodo, se è vero che nel 2015 le intermediazioni si fermavano a 254 milioni di euro.

Soldi che nella maggior parte dei casi escono dai club che acquistano un giocatore (3.655 volte su un totale di 8.018 trasferimenti monitorati dal 2013 al 2016), ma non è questa l'unica provenienza. Gli agenti rappresentano i calciatori (6.384 volte), la società che lo cede (836) e in qualche caso tutte le parti sedute al tavolo con un rischio concreto di conflitto di interessi su cui la Fifa non è per il momento intervenuta.

La classifica dei campionati più ricchi per i procuratori

Premier League e Serie A sono il bacino d'affari più ricco per i procuratori. Una tendenza confermata anche nel 2016 (114 milioni di euro in Inghilterra e 101,8 in Italia) e che diventa ancora più marcata assemblando tutti i dati a disposizione. Della torta da oltre un miliardo di euro, infatti, i due tornei citati si mangiano una fettona complessiva da 591 milioni, quasi il 60%. Agli altri restano le briciole e non è detto che sia un primato di cui andare fieri. Ecco la classifica della Top10 per campionati (dati in milioni di dollari):

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Le commissioni? Dal 4% al 15,6%. E spende di più che è povero...

Per arrivare a quelle cifre non basta il famoso 5 per cento. Quanto prendono gli intermediari del calcio per ogni affare portato a termine? Dipende dal valore dell'operazione e la sorpresa è che la commissione è più bassa quanto più si alza il prezzo della compravendita. Anche questo dato non soddisfa la ricerca di tutto il tesoretto a disposizione dei procuratori, visto che analizza solo gli assegni versati dai due club senza contare il prezzo del lavoro per il giocatore. Qualche volta le due cose coincidono, come anche alcune inchieste giudiziarie in Italia hanno provato a dimostrare.

Il valore medio delle commissioni pagate dai club che acquistano un calciatore è del 15,6% nel caso di un affare al di sotto del milione di euro di valore (o a parametro zero), scende al 9,4% nella forbice tra uno e 5 milioni di euro per attestarsi al 5,7% oltre quella soglia. Per chi vende e si affida a un intermediario le cose vanno meglio: si va dal 6,2% dei colpi low cost al 4% secco per le transazioni più ricche.

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