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Calciomercato: ecco quanto guadagnano procuratori, agenti e intermediari

Dal 2013 al 2017 oltre 1,3 miliardi di euro sono finiti nelle tasche degli uomini che gestiscono i top player. Le spese record di Premier League e Serie A

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Giovanni Capuano

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Negli ultimi cinque anni (dal 2013 al 2017) il costo delle intermediazioni nel calciomercato mondiale è stato di 1,329 miliardi di euro. Una tassa finita nelle tasche sempre più ricche di procuratori, agenti e intermediari che gestiscono i top player e che regolano vendite e acquisti. Un fiume di denaro in continua crescita se è vero che nel 2017 si è toccata la quota di 374 milioni di euro con un incremento del 15,4% sul 2016 e del 104,3% rispetto al 2013.

Sono i dati che emergono dalla lettura del Report Fifa che fotografa i movimenti di calciomercato registrati nel TMS (Transfer Matching System), ovvero la procedura resa obbligatoria per tutti i trasferimenti internazionali che devono essere registrati sulla piattaforma gestita dalla Fifa. Un'opportunità di monitoraggio continuo che ha portato allo scoperto il reale peso delle intermediazioni ufficiali nel mercato dei calciatori.

Costi delle intermediazioni in crescita costante

La figura dell'intermediario è diventata sempre più presente e importante con il passare degli anni. Dal 2013 al 2017 quasi un trasferimento su cinque in tutto il mondo (13.672 sui 69.505 registrati dal TMS) ha visto coinvolto da almeno una delle parti un procuratore o intermediario. Con relativa spesa aggiuntiva.

Nella maggior parte dei casi ad avvalersi di questa figura sono i club che ingaggiano un calciatore (4.854 casi), ma molto spesso si rivolgono agli agenti tutti i soggetti di una transazione compresi gli stessi atleti (8.025) che si fanno rappresentare e che, frequentemente, si appoggiano proprio al loro professionista di fiducia per sondare il mercato e trovare una sistemazione o migliorare il proprio ingaggio.

Se nel 2013 il costo era di 183 milioni di euro, con il passare delle stagioni si è saliti fino a raddoppiarlo con una curva di crescita che si sta accentuando. Nel 2014 è stata sfiorata quota 200 milioni (199), poi 249 l'anno successivo e 324 nel 2016. Il trend che ha allarmato anche il presidente della Fifa Infantino e la stessa Uefa, impegnati nel cercare di ridurre le commissioni considerate denaro perso perché esce dal circuito del calcio.

Quanto spendono i campionati per le intermediazioni

Dei 1.329 milioni di euro spesi in commissioni negli ultimi cinque anni, la quasi totalita (97,2%) ha riguardato operazioni di mercato con coinvolti club di nazioni facenti parte dell'Uefa. Il resto del mondo ha avuto un ruolo più che marginale: la ricchezza è in Europa.

A investire di più in questa voce sono le squadre della Premier League: 411 milioni di euro dal 2013 al 2017. Non è una sorpresa e risponde anche a una logica statistica, visto che l'Inghilterra è il mercato più ricco di tutto il mondo, trascinato dai diritti tv che gonfiano i bilanci delle società anche di seconda fila.

In secondo posizione c'è la Serie A con 288 milioni di euro, poi Portogallo (135), Germania (122) e Spagna (102). A sopresa secondo il cervellone del TMS Fifa la Ligue1 francese arriva solo sesta con 51,4 milioni.

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