Calcio

Bilancio calciomercato: la Serie A torna in positivo dopo 10 anni

Poche idee e ancor meno soldi: i nostri club vendono più che acquistare. Saldo + 11,7 milioni di euro (non capitava dal 2006)

Soccer: Serie A; Milan-Inter

Giovanni Capuano

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Poche idee e ancor meno soldi, come prevedibile per un campionato in cui i club alle prese con difficoltà ed equilibrismi di bilancio superano di gran numero quelli che possono investire. La Serie A ha riscoperto l'austerity dopo un'estate di spese un po' più pazze che nel recente passato e la notizia è che, dopo dieci anni esatti, il bilancio della finestra invernale torna a segnare un saldo positivo: +11,7 milioni di euro.

E' il prodotto di spese  non limitate (80,1 milioni di euro) che i dirigenti delle nostre società hanno, però, quasi sempre bilanciato con uscite per finanziare i propri movimenti. La voce cessioni racconta, dunque, che nelle casse delle italiane sono piovuti 91,8 milioni di euro (fonte Transfermarkt). Una cifra che ci porta in testa alla classifica dei campionati esportatori davanti alla Premier League inglese, che però ha speso il quadruplo forte dei suoi contratti tv (236 milioni).

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Premier League in testa alla classifica del mercato

Sul podio dei campionati che hanno speso di più in questo mercato invernale c'è la Premier League con i 236 milioni seguita dalla Cina a quota 161. Poi la Serie A (80,1 milioni) e a seguire la Bundesliga tedesca staccata a 47. In difficoltà la Liga spagnola che si è fermata a operazioni di contorno (31,6 milioni spesi con un saldo negativo di 16), mentre senza la spinta del Paris Saint German la Ligue1 francese vale poco dal punto di vista finanziario e, come noi, ha chiuso con un saldo positivo di 13,4 milioni di euro investendone solo 31.

Tradotto in soldoni, significa che a garantire liquidità a tutto il movimento ci hanno pensato le inglesi, che hanno disponibilità nettamente superiori a tutte le altre, e i cinesi; insieme hanno un saldo negativo di 260 milioni di euro che ha consentito a tanti club di rimettere in ordine i bilanci in vista della seconda parte della stagione.

Serie A in attivo dopo dieci anni

Il +11,7 milioni di euro con cui la serie A ha chiuso la finestra invernale rappresenta un'inversione di tendenza importante nella storia recente del calciomercato. Era dal gennaio 2006 che non accadeva e nelle ultime stagioni, malgrado la necessità di risparmiare avesse spesso chiuso i portafogli, la bilancia era sempre stata pendente dalla parte degli investimenti.

Nel 2014 e 2015, ad esempio, il passivo complessivo dei club italiani era stato leggero: -2,1 e -4,4 milioni di euro. In precedenza il dato era stato più marcato e si era arrivati a record negativi come nel 2008 (-46,4) 2011 (-38,7) e 2009 (-27,8). Ma era un altro calcio, non ancora investito dalla crisi economica del Paese e internazionale e più incline a vivere al di sopra delle proprie possibilità.

La Top 10 degli acquisti in Europa

A livello europeo il secondo movimento più costoso è stato messo a segno proprio nelle ultime ore di mercato e ha visto il passaggio del francese Imbula dal Porto allo Stoke City per 24,5 milioni di euro. Curiosamente Imbula era stato acquistato dai portoghesi in estate dopo un'asta con Inter e Milan e pagato 20 milioni: plusvalenza secca e immediata.

In testa alla classifica c'è, però, il passaggio di Ramires dal Chelsea al Suning che ha fatto shopping non sempre riuscendo a chiudere le sue trattative: 28 milioni di euro. Poi Elkeson in un trasferimento tutto interno alla Cina per 18,5 milioni. I club orientali l'hanno fatta da padrona e occupano tre delle prime quattro posizioni della Top10 perchè c'è anche Gervinho ceduto dalla Roma per 18 milioni.

Il primo colpo italiano si trova al 9° posto e sono i 13 milioni complessivi tra prestito oneroso e riscatto sborsati dall'Inter per strappare Eder alla Sampdoria. Appena fuori dalle dieci posizioni calde c'è El Shaarawy, sempre che la Roma se lo tenga alla fine della stagione e non lo rimandi al Milan..


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