Il Cagliari resta a Cellino, gli americani sono spariti nel nulla

Settimana scorsa il presidente aveva annunciato la fumata bianca ma ad oggi il fondo Usa non ha versato la caparra di 10 milioni 

Massimo Cellino – Credits: Getty Images

Matteo Politanò

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Una settimana fa era stata la giornata della fumata bianca e dei brindisi per la cessione del Cagliari calcio ad un fondo americano. La foto del presidente Cellino con Luca Silvestrone, rappresentante degli investitori Usa, aveva fatto sognare ai tifosi sardi l'inizio di una nuova era. Sant'Elia da rifare, nuova liquidità e una squadra ambiziosa. 80 milioni di euro per acquistare tutto l’asset societario: il Cagliari calcio, il centro sportivo di Assemini, i terreni di Elmas dove sarebbe dovuto sorgere lo stadio privato, ma non la sede del club a cui Cellino è legato emotivamente.

L'ingresso degli americani nel Cagliari non sarebbe dovuto essere immediato ma graduale, un progressivo inserimento da iniziare con il pagamento dei 10 milioni di caparra previsti dall'accordo. Massimo Cellino, convinto a trattare con Luca Silvestrone dai tifosi che volevano un Cagliari americano, aveva raccontato tutto il suo entusiasmo per la conclusione della trattativa nella sua casa di Miami. "Abbiamo raggiunto un accordo e abbiamo abbozzato una lettera di intenti che prevede il loro ingresso nella società a scaglioni". Ad una settimana dal presunto accordo il fondo americano e Luca Silvestrone, che aveva lanciato appelli ai tifosi sardi guadagnandosi il favore del pubblico, sono però spariti nel nulla.

Dei 10 milioni di euro di caparra non vi è traccia e quelli che avrebbero dovuto essere i nuovi proprietari del Cagliari sono svaniti nel nulla: "Non ho più visto nessuno dalla riunione di mercoledì scorso. Non è stata versata alcuna caparra da dieci milioni. Per quanto mi riguarda potrebbero essere cercati su ‘Chi l’ha visto?" le parole di Cellino all'Unione Sarda. Cellino venderà comunque il club ma per il Cagliari adesso si torna punto a capo. Tra le accuse del patron spicca quella a Luca Silvestrone, fino a pochi giorni fa paladino dei nuovi sogni calcistici sardi e ora enorme punto di domanda per i protagonisti della vicenda. "L’ho incontrato solamente perché mi è stato chiesto a gran voce dai tifosi. Gli ha creduto chi voleva credergli. Che credibilità può avere una persona che richiede il passaporto per gli Stati Uniti solo il giorno prima di partire? Questa, comunque, è la mia ultima intervista da proprietario del Cagliari"

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