Calcio

Buffon e la maledizione della Champions League

Critiche e lacrime anche dopo l'eliminazione con il Psg. Un anno fa la beffa di Madrid e prima ancora le tre finali perse

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Giovanni Capuano

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Anche questa volta sarà per la prossima, come una maledizione che si rigenera ogni anno e che tiene lontano un monumento con Gigi Buffon dalla Champions League: il traguardo che manca per sublimare una carriera straordinaria. Lui, che è stato campione del mondo con l'Italia e che la coppa delle grandi orecchie l'ha sfiorata tre volte senza mai riuscire ad afferrarla.

Il destino si è accanito su Buffon con modalità identiche a dodici mesi di distanza. A Madrid era uscito dal campo e dall'Europa in preda a una crisi di nervi. Criticato per la sua reazione al rigore concesso al Real al 94' di una sfida epica, messo in disparte per lo sfogo che aveva fatto il giro del mondo, tra analisi psicologiche e sfottò per cercare di comprendere la teoria della sensibilità arbitrale.

Questa volta nel mirino è finito per un errore non da lui. Lo sbaglio che ha riaperto il cuore dello United alla speranza della rimonta poi concretizzata - guarda il destino - ancora una volta dal dischetto, al 94' e con un rigore che ha fatto discutere. Sarebbe successo senza la goffa respinta che ha mandato in porta Lukaku restituendo vantaggio e fiato al Manchester? In Francia sono sicuri di no e non hanno avuto remore nello scaricargli addosso la responsabilità di un clamoroso flop.

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Buffon battuto da Lukaku – Credits: ANSA

La stampa francese lo ha demolito: voto 2. Glielo ha affibiato l'Equipe definendolo "indifendibile" nell'occasione della rete sopra descritta e "imbarazzante" nei suoi rilanci con i piedi. Come dire, un portiere condizionante in negativo sia tra i pali che nella specialità oggi richiesta alla nuova generazione.

Buffon ha 41 anni compiuti, con i piedi ha sempre giocato e, pur non essendo la sua qualità migliore, se l'è sbrigata senza essere una palla al piede per le sue squadre. Ma si sa, i francesi, se possono, non perdono occasione per metterci in cattiva luce utilizzandoci per giustificare fallimenti anche loro.

Solo che con Buffon sono caduti male. Proprio nelle ore della vigilia è filtrato l'accordo per prolungare la presenza di Gigi tra i pali: un anno di contratto ulteriore più l'opzione per un secondo. Significherebbe andare avanti fino a quota 43, avvicinarsi in maniera sensibile alla quota 100 della pensione e, soprattutto, avere altre due fiches da giocare sul tavolo verde della Champions League.

A Manchester nel 2003, Berlino 2015 e Cardiff 2017 Buffon è stato a un passo dal realizzare il suo sogno. Un anno fa la scelta di non appendere i guantoni al chioso lasciando la Juventus è nata anche dall'orgoglio di volerci riprovare in un club di altissimo livello come il Psg, circondato da campioni con la mission di conquistare quella coppa. La sua stessa missione.

Spesso l'ex numero uno della nazionale ha insegnato che il meglio è ciò che deve venire, non quello che è alle spalle. E' successo scendendo in serie B con la Juventus (poi sono arrivati gli scudetti in serie), resistendo in maglia azzurra fino alla notte di Berlino 2006 e - forse - accadrà anche adesso. Ossessione più che sogno. Tra un anno Buffon riproverà a cancellare quella maledizione.

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