Calcio

La (non) uscita a vuoto di Buffon, gli avversari che si scansano e il silenzio Figc

Lo scontro (inutile) tra Juventus e Gazzetta sulle parole attribuite al portiere. E quella partita con la Samp su cui non si è intervenuti

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Giovanni Capuano

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Nessuno saprà mai se Buffon ha detto davvero ai compagni che in Italia gli avversari della Juventus "si scansano" o se il termine, usato dopo la sfida con il Napoli per riportare i compagni alla realtà interrompendo i festeggiamenti, è stato un altro meno diretto. Lo sanno solo i diretti interessati. Chi ha fatto lo scoop sulla Gazzetta dello Sport giura che è andata proprio così e fino a prova contraria bisogna credergli, così come si deve prendere atto della smentita indignata della Juventus che ha parlato di "articolo falso" scritto per "alimentare un pregiudizio denigratorio" nei confronti della squadra.

Il dibattito sulla disputa linguistico-giornalistica può anche finire qui. Rimangono, invece, una serie di considerazione da fare. Perché quelle parole hanno fatto imbufalire i tifosi bianconeri, ad esempio, e non quelli delle avversarie che si scanserebbero davanti alla capolista? E perché ha toccato un nervo scoperto, a dire la verità non solo italiano?

Quella trasferta della Samp e il silenzio delle vertici del calcio

Tralasciando le malignitià da bar sport e dal social, leggende secondo cui tutti gli avversari stenderebbero da anni tappeti rossi davanti alla Juventus per convenienza tacita, amicizia sul mercato o chissà quale altro motivo, il problema è che della questione si parlava sotto voce da qualche giorno. La causa? La trasferta allegra della Sampdoria allo Stadium nella settimana tra derby contro il Genoa (vinto) e sfida all'Inter (vinta).

Una partita preparata con massiccio uso di turn over da parte di Giampaolo con presunta ammissione postuma della strategia ("Ho proprio scelto di non essere competitivo a Torino") che ha mandato in bestia i supporter dell'Inter e non solo. Parole azzardate e che avrebbero dovuto portare a una richiesta di chiarimento da parte della giustizia sportiva. Magari non si sarebbe arrivati a nulla, ma averle lasciate correre dimenticando che le regole impongono di schierare sempre la migliore formazione possibile ha avuto l'effetto di farle ritenere naturali. Errore gravissimo in un ambiente che già si nutre di sospetti e complottismo.

Buffon, Mourinho e i discorsi da spogliatoio

L'altro aspetto è la fuga di notizia da uno spogliatoio che si riteneva a tenuta stagna come quello della Juventus. Questo è un problema per Allegri e per il club che dovranno capire chi è la talpa che ha soffiato alla Gazzetta dello Sport il contenuto della ramanzina di Buffon ai compagni. Che, va spiegato, è stata certamente fatta con toni forti perché proprio in uno spogliatoio è stata pronunciata e, dunque, lì va contestualizzata.

Mai Buffon avrebbe detto o immaginato squadre che volutamente non giocano contro la Juve. Così come mai Mourinho sarebbe intervenuto sul passato dell'Inter con le parole usate nello spogliatoio di Bergamo dopo un celebre Atalanta-Inter ("Uno scudetto l'avete ritirato in segreteria e l'altro vinto contro nessuno"). E' la legge dello sport e del gruppo. Quella di Buffon è stata un'uscita a vuoto solo perché è finita sulle pagine di un giornale. Dentro una stanza sarebbe stata semplicemente l'arringa di un capitano carismatico a una squadra che deve ancora tirare fuori il meglio di sè.

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