Niente Neymar e il Messico ferma il Brasile

La Selecao non riesce a vincere e convince poco: servono correttivi per Scolari - L'emozionante inno brasiliano  - Immagini delle bellezze in tribuna - speciale Brasile 2014

Neymar a terra contro il Messico – Credits: Ansa

Giovanni Capuano

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Campanello d'allarme a Fortaleza: il Brasile è forte, ma privo di un fuoriclasse assoluto capace di trascinarlo sempre e comunque. La qualità c'è ed è tanta, ma Scolari non ha in mano una rosa dominante e tutte le perplessità suscitate dal debutto contro la Croazia, risolto dai fischi di Nishimura, si sono riproposte anche nella sfida contro il Messico. Con l'aggravante che il turco Cakir, a differenza collega nipponico, si è limitato a chiudere un occhio e mezzo per non cacciare Thiago Silva nel finale senza, però, entrare da protagonista nell'equilibrio della sfida. Ne è uscito un pareggio che mantiene inalterate le speranze della Selecao di chiudere in testa il girone, proseguendo così nel cammino disegnato dagli organizzatori. L'allarme, però, suona forte e Scolari dovrà lavorare duro per dare qualche alternativa tattica alla sua squadra.

Se il Messico è riuscito a portare via il pareggio di Fortaleza molto merito va ad Ochoa, portiere straordinario che ha messo in fila almeno tre miracoli su Neymar e Thiago Silva tenendo inviolata la sua porta. Ochoa ha vissuto una serata unica, di quelle da raccontare ai nipotini, ma ridurre tutto alle sue parate sarebbe ingeneroso nei confronti della prestazione del Messico che a tratti, a inizio ripresa, è stato addirittura padrone del campo e che ha fatto correre più di un brivido lungo la schiena di Julio Cesar grazie alle conclusioni dal limite dei suoi centrocampisti Herrera e Vazquez. Spaventi che hanno, forse, condizionato anche la volontà dei verde-oro di spingersi avanti con la solita superiorità. Questo Brasile qualità in difesa, ma in fase di non possesso palla soffre e i mediani non riescono a coprire a sufficienza le scorribande dei laterali. Appunti su cui Felipao interverrà, perché tra una decina di giorni il livello degli avversari si alzerà e di molto e sarà impossibile bluffare.

Nello 0-0 di Fortaleza c'è stato molto Neymar. Non ha l'impatto di altri grandi fuoriclasse brasiliani del passato, però la stella del Barcellona ha finito la gara con un taccuino ricco di azioni e rimpianti. Ochoa si è dovuto superare per togliere dalla porta un suo colpo di testa destinato all'angolino (26'), poi gli ha ribattuto di piede una conclusione a colpo sicuro dalla cortissima distanza (68') e, infine, ha negato a lui e Thiago Silva la gioia del gol con un miracolo al minuto 86, quando la gente di Fortaleza stava già urlando al gol. Neymar merita la sufficienza, ma anche lui dovrà fare di più per trasformarsi nel leader della squadra. Ha pesato l'assenza al suo fianco di Hulk, bloccato da un guaio muscolare: Ramires, che l'ha sostituito, ha deluso le attese ed è stato presto tolto dal campo così come Fred, fischiato dalla gente. Giocatori non in linea con la tradizione brasiliana, ma tenuti insieme dal cemento delle motivazioni di un gruppo che sogna di vincere il Mondiale di casa e che sta anche sopportando una pressione incredibile.

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