Calcio

Braida e il ritorno al Milan (ma non se n'era mai andato)

Il vecchio dirigente pronto ad affiancare Galliani dopo l'addio del 2013. I suoi consigli per prendere Bacca

Giovanni Capuano

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Le loro strade si erano divise il 31 dicembre 2013.

In quelle settimane in cui si parlava di rivoluzionare tutto, a partire dall’area tecnica.

Rivoltare come un calzino un club che, secondo Barbara Berlusconi, doveva dotarsi di una struttura di scouting e mercato più capillare e attenta ai giovani, rispetto a quanto fatto in passato. Più moderna.

Ariedo Braida se n’era andato senza sbattere la porta. Amareggiato, ma anche pronto a cogliere nuove sfide per far fruttare l’esperienza ultra trentennale da dirigente.

A Genova, sponda Sampdoria, non gli è andata bene perché è incappato nell’improvviso cambio di proprietà tra Garrone e Ferrero.

A Barcellona con la qualifica di ‘ministro degli esteri’ ha lavorato a lungo sull’affare Pogba che, forse, si potrà chiudere solo tra qualche mese.

Da qualche tempo le sue azioni erano segnalate in ribasso in zona Camp Nou, ma non è come ripiego che Braida, l’uomo che con Berlusconi e Galliani ha disegnato tanti grandi Milan, potrebbe tornare in rossonero.

Ariedo, infatti, è sempre rimasto uno della famiglia, mai sopra le righe e sempre rispettato per la grande conoscenza del calcio internazionale.

È capitato anche questa estate, nelle torride giornate di giugno seguite al fallimento della trattativa per portare Jackson Martinez al Milan. Si racconta che prima di chiudere con il Siviglia e investire 30 milioni di euro su Carlos Bacca, Galliani abbia preso il telefono e chiamato il vecchio amico e collaboratore.

“Com è Bacca? Vale la pena?”. Braida ha detto sì e il Milan ha staccato l’assegno col cuore più leggero. Il colombiano non era un obiettivo del Barcellona e non c’è stato nessun conflitto di interessi.

Solo il consiglio di un vecchio amico la cui strada si potrebbe ora incrociare nuovamente con quella della società che ha contribuito a rendere grande.

Certamente una "rettifica" rispetto alle scelte dell’autunno 2013, ma in fondo Braida e il Milan non si erano mai lasciati del tutto.

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