Calcio

Contro gli insulti da stadio serve (almeno) un gesto: Gattuso abbracci e difenda Bonucci

Nella settimana del dibattito sulla reazione di Mourinho, il calcio italiano deve uscire dall'ipocrisia. Anche andando contro i propri tifosi...

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Giovanni Capuano

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Nella settimana del dibattito su Mourinho e il suo gesto di scherno ai tifosi della Juventus (ha fatto bene o ha sbagliato? Santo o diavolo?), il calcio italiano ha una meravigliosa occasione a disposizione: passare dalle parole ai fatti cancellando l'ipocrisia che circonda tutto quanto riguarda l'ecosistema degli stadi.

La reazione di Mou alla serata di fischi e insulti di Torino è stata sufficientemente compatta da parte dei colleghi e addetti ai lavori da farci comprendere come gli eroi del nostro calcio siano stufi di dover passare dalla gogna della maleducazione altrui in nome del fatto che sono professionisti pagati, profumatamente, anche per chiudersi le orecchie e passare oltre.

Non lo ha accettato Mourinho, che di questi confronti extra-campo vive e si nutre, così come non era piaciuto ad Ancelotti dopo la gara di Torino contro la Juventus, chiusa con la battuta sulla Champions vinta a Manchester in faccia ai bianconeri che era stato l'atto finale della serata di cori di scherno.

Lo stesso Ancelotti ha detto di comprendere la reazione del portoghese e ha chiesto di puntare l'attenzione più sulla maleducata abitudine dei nostri stadi. Bene. Benissimo. Crociata da sposare senza se e senza ma, anche perché all'estero (non sempre) qualche segnale si vede: nell'ultimo Clasico tra Barcellona e Real Madrid il catalano Piquè ha chiesto apertamente ai suoi tifosi di smetterla con gli insulti a Sergio Ramos.

Ecco, sarebbe bello che i nostri allenatori, capitani e giocatori ripartissero da qui. Posto che sono tutti d'accordo che nessuno può essere obbligato a subire di tutto senza diritto alla reazione, che si passi dalla lezioncina morale ai fatti.

L'occasione è propizia. A San Siro si gioca Milan-Juventus che significa la prima di Higuain contro i bianconeri ma, soprattutto, il ritorno di Bonucci da avversario dopo la singola stagione da capitano rossonero. Bonucci non se n'è andato via benissimo da Milano e alcune sua frasi ("Il Milan? Una scelta sbagliata fatta in un momento di rabbia. Alla Juve mi sento a casa" e così via) non sono state il massimo dell'eleganza.

E' prevedibile che i tifosi rossoneri lo attendano al varco, così come quelli del Napoli hanno sempre vissuto con grande attesa il ritorno da nemico di Higuain. Sarebbe bello e giusto, allora, che Gattuso si comportasse come Sarri all'epoca. Il tecnico del Napoli abbracciò il grande ex mentre tutti lo fischiavano, Rino dovrebbe fare altrettanto con Bonucci e, se possibile, scortarlo in campo al suo ingresso. Un modo esplicito per chiedere ai suoi tifosi di non esagerare e di considerare il difensore semplicemente un avversario. 

Possibile? Doveroso. Difficile? Purtroppo sì. Però ci deve essere un segnale di rottura per cominciare concretamente a bonificare gli stadi italiani e avvicinarli al modello europeo. Non solo per le strutture, ma anche per il clima di civiltà che vi si respira dentro. Senza mitizzare gli altri, i passi avanti da fare sono tanti e non più rimandabili.

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