Calcio

Bonucci escluso da Porto-Juventus per punizione: provvedimento tardivo

Il difensore paga gli insulti con Allegri nella sfida col Palermo. Ma da Dybala a Mandzukic il club aveva sempre chiuso un occhio

Soccer: Serie A; Juventus-Napoli

Giovanni Capuano

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Leonardo Bonucci non giocherà allo stadio do Dragao contro il Porto nella gara d'andata degli ottavi di finale della Champions League. Fuori per provvedimento disciplinare deciso dalla società e dal tecnico (che si è auto multato a sua volta) dopo lo scambio di insulti con Massimiliano Allegri negli istanti finali di Juventus-Palermo. Un episodio che l'allenatore aveva provato a ridimesionare parlando di incomprensione al momento dei cambi di un paio di compagni e che pareva essersi chiuso con una multa per il giocatore.

Invece si è arrivati al provvedimento più duro possibile: esclusione malgrado la convocazione per la trasferta. Le condizioni di Barzagli e Chiellini consentono evidentemente di assumersi il rischio di perdere il leader tecnico della difesa nella gara più importante di questa fetta di stagione. La Juventus doveva dare un segnale e lo ha fatto. Inflessibile: "Era giusto per rispetto di squadra, società e tifosi. Leo ha capito da ragazzo intelligente e il caso è chiuso" ha spiegato Allegri.

LA PRESENTAZIONE DI PORTO-JUVENTUS

Provvedimento tardivo dopo mesi ad alta tensione

L'esclusione di Bonucci segna che la misura era colma. La ribellione del difensore è solo l'ultima di una lunga serie iniziata a ottobre con Khedira e proseguita poi con Mandzukic, Dybala e Lichtsteiner. Scene poco da Juventus e segnali di tensioni nello spogliatoio, chiuse sempre con una battuta da parte di Allegri e senza intervento ufficiale da parte della società.

Forse si poteva fare qualcosa prima, senza arrivare alle estreme conseguenze poi. Si poteva dare il segnale che il tecnico non andava contestato in maniera plateale, cosa scontata anche se evidentemente non del tutto compreso in un contesto in cui questioni di campo e di contratto si sono ripercosse nell'attività agonistica e nei rapporti tra allenatore e giocatori. Dopo aver lasciato correre, invece, si è arrivati al pugno di ferro col rischio dell'autolesionismo. Il rischio assunto è del massimo livello perché la Champions League rappresenta la vera ossessione stagionale, l'obiettivo su cui si faranno i bilanci tecnici e societari.

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Tutti contro Allegri: i precedenti nella stagione

Eccoli, dunque, gli episodi che avrebbero dovuto far suonare un campanello d'allarme. Si tratta di 'ribellioni' pubbliche, in campo, sotto gli occhi di tifosi e telecamere. Gesti spesso senza senso e che Allegri ha sempre provato a chiudere in maniera elegante. Fino a Bonucci:

Khedira durante Empoli-Juventus (2 ottobre 2016) - Il tedesco non gradisce la sostituzione e il tecnico lo rimprovera: "Era contento perché Lemina ha fatto bene. Ha alzato le braccia? Lo ha fatto per dire 'finalmente mi hanno tolto così hanno fatto gol'. Era arrabbiato sì, ma per il gol sbagliato nel primo tempo";

Mandzukic durante Torino-Juventus (11 dicembre 2016) - L'attaccante esce furioso per il cambio nel finale. Allegri: Sono pagato per fare le formazioni ed i cambi... L'arrabbiatura ci può stare, l'importante è che poi tutti siano allineati sugli obiettivi della Juve. Nei grandi club bisogna saper accettare le sostituzioni per rispetto dei compagni e chi non lo fa non può stare in questo gruppo";

Dybala dopo Sassuolo-Juventus (29 gennaio 2017) - La Joya rifiuta la stretta di mano al momento del cambio. Allegri: "Era arrabbiato ed è giusto così. Uno come lui vorrebbe sempre giocare";

Lichsteiner durante Juventus-Inter (5 febbraio 2017) - Lo svizzero esce molto nervoso per far posto a Dani Alves. Viene anche immortalato mentre bestemmia. Allegri: "Era arrabbiato. Perché? Perché ho interpretato male un suo segnale di richiesta di cambio".

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