Calcio: derby Mole; bomba carta a stadio, tifosi feriti
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Bomba carta derby, identificati 4 ultras della Juventus

Sono i presunti autori del lancio durante il derby di Torino. E ora la Juve rischia di non poter più fare ricorso anche se...

Ci hanno messo una decina di giorni, ma alla fine gli uomini della Questura di Torino sono convinti di essere risaliti fino agli autori materiali del folle lancio di una bomba carte che nel derby dello scorso 29 aprile causò il ferimento di una decina di tifosi granata, finiti all'ospedale con lesioni non gravi. Una svolta che ha portato all'identificazione di 4 ultras bianconeri nei confronti dei quali, secondo la Questura, sono stati trovati "elementi fondati e probanti" di colpevolezza da mettere al vaglio dei magistrati. Il blitz è scattato nelle scorse ore, quando la visione dei filmati e l'incrocio con le testimonianze raccolte sul posto ha consentito di togliere anche l'ultima incertezza sulla dinamica di quanto accaduto tra il settore ospiti e la curva Primavera, occupata da tifosi del Torino.

Nella rete sono finiti B.D., 29 anni, residente a Collegno (To), M.A., 42 anni, residente a Torino, D.D., 28 anni proveniente dalla provincia di Milano e S.G.E., 28 anni, bergamasco. Tutti appartenenti alle frange ultras della Juventus e in un caso con alle spalle un Daspo in passato per reati legati alle manifestazioni da stadio. Le loro abitazioni sono state perquisite e l'operazione ha permesso alla Polizia di "raccogliere significativi ed utili elementi a carico di alcune delle persone che si ritengono coinvolte nel lancio dell'artificio esplodente". 

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La svolta sugli ultras bianconeri toglie certamente forza al ricorso della Juventus, che dopo la chiusura per 2 giornate della Curva Sud dello Stadium aveva eccepito con un duro comunicato attaccando la decisione del Giudice sportivo. In particolare veniva segnalata l'incogruenza tra la ricostruzione degli eventi, definita prima "credibile" e poi senza ombra di dubbio con resposanbilità della tifoseria juventina, si puntava il dito sull'inadeguatezza dell'impianto di telecamere dello stadio Olimpico (responsabilità Torino) e la sproporzione della pena per arrivare alla quale non erano state riconosciute al club le attenuanti per l'attività di prevenzione e collaborazione con le forze dell'ordine.

E adesso che succede? Di sicuro la Juventus faticherà a discutere la paternità del lancio della bomba carta perchè la versione dei fatti pare definitiva. E lo stesso vale per l'impianto video dell'Olimpico che, insieme ad altre prove, ha consentito alla Polizia di risalire ai presunti responsabili. Però aver identificato 4 persone potrebbe aiutare a chiedere che la pena venga mitigata perché i colpevoli (presunti) possono pagare il conto da soli senza coinvolgere altre 9mila pesone del tutto ignare. Una strada stretta, ma che si può percorrere sempre tenendo a mente, però, l'esistenza della responsabilità oggettiva che lega una società al comportamento dei propri tifosi. Quanto ai 4 ultras, dalla Juve ci si attende un gesto forte di messa al bando dal proprio impianto. Basta? No. La Juventus e tutti gli altri soggetti che lo hanno annunciato vadano al processo (se si arriverà al processo) costituendosi parte lesa e chiedendo il conto dei danni, materiali e di immagine. Il calcolo lo possono fare benissimo. E farsi pagare fino all'ultimo centesimo, senza sconti e senza pietismi da volontariato dell'ultimo minuto.

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