Calcio

Blatter e Platini squalificati: ecco cosa accade nelle elezioni Fifa

Il 26 febbraio 2016 si vota e restano in corsa in 5. Le mosse dello sceicco al Khalifa, ma Infantino ha tanti appoggi

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Giovanni Capuano

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La squalifica per 8 anni di Joseph Blatter e Michel Platini, firmata dal Comitato Etico della Fifa a meno di tre settimane dalla scadenza della sospensione temporanea dei due, chiarisce lo scenario in vista delle elezioni per il prossimo presidente del calcio mondiale. Sono in calendario per il 26 febbraio 2016 a Zurigo e ci sono in corsa cinque candidati compreso Gianni Infantino, schierato dalla Uefa come piano B in attesa di conoscere il destino di Platini e adesso liberato nel pieno delle sue potenzialità.

I passi successivi di Sepp e Michel, che ovviamente non accettano di essere banditi dalla Fifa col marchio di corruttori e corrotti, molto difficilmente cambieranno il quadro attuale. Del resto già da diverse settimane si stanno formando gli schieramenti a sostegno delle candidature e le confederazioni stanno muovendo le proprie pedine per cercare di arrivare con le idee chiare al momento del voto.

 

L'addio di Platini, il successore ideale

Mentre Blatter era ormai rassegnato a vivere la sua parabola discendente provando a fare il burattinaio nascosto per pilotare il futuro della Fifa, la caduta di Platini fa rumore. Il francese, sessant'anni e presidente della Uefa dal 2007, era il successore naturale del colonnello svizzero e si era mosso per tempo preparando la discesa in campo compresa la plateale smarcatura dasll'ex amico in occasione del Congresso con voto di fine maggio, quello coinciso con la prima ondata di arresti.

Allora aveva appoggiato il principe Alì Bin al Hussein senza candidarsi in prima persona, consapevole che il voto avrebbe comunque premiato Blatter come poi è stato. Ora il vuoto della sua presenza forte dovrà essere riempito da un nuovo equilibrio che si va costruendo intorno soprattutto a due nomi: Gianni Infantino e lo sceicco Salman bin Ebrahim al Khalifa.

Asia, Europa e Sud America: ecco per chi voteranno

Al voto mancano due mesi e tutto è possibile. Qualche certezza, però, c'è e viene dalle intenzioni di voto espresse o lasciate trapelare di alcune delle più importanti confederazioni mondialià Infantino, che sta lavorando da tempo e gira il mondo a caccia di consensi, conta sull'appoggio non solo della Uefa, che lo ha schierato proprio per non farsi trovare impreparata in caso di condanna per Platini, ma anche della Conmebol (Sudamerica). 

L'annuncio lo ha dato lo scorso 27 novembre il presidente Juan Angel Napout: "Voteremo in blocco, è stato deciso. Abbiamo parlato con Gianni ed è quanto abbiamo stabilito". Sul tavolo c'era la promessa di non abbassare di un'unità il numeri di partecipanti sudamericane nel format del Mondiale di calcio.

Per lo sceicco Salman bin Ebrahim al Khalifa è invece schierata la Afc (confederazione asiatica) che è guidata proprio dall'uomo del Bahrein, sceso in campo pur in presenza di alcune ombre sul suo passato: in particolare la stampa britannica ha riesumato alcune storie del passato sull'arresto di atleti in opposizione al governo del piccolo stato del Golfo. Lo sceicco ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento ed è certamente un candidato forte.

Gli outsider e il peso dell'Africa

Lo schieramento pro-Infantino e pro-al Khalifa non consente ancora di avere un quadro definito. Il meccanismo delle elezioni, così come mostrato anche a maggio in occasione dell'ultima tornata, prevede che serva una maggioranza dei 2/3 al primo scrutinio (circa 140 voti) o semplice dal secondo il poi. Uefa e Conmebol insieme ne valgono 63, mentre gli asiatici si fermano a 46. Il gioco delle alleanze, insomma, non è ancora concluso e la parita rimane aperta.

Fuori dagli attuali posizionamenti c'è, ufficialmente, la Caf (Africa) che ha un pacchetto pesantissimo di voti (54) da destinare a chi riterrà più funzionale. C'è un candidato espressione del calcio africano come Tokyo Sexwale, uomo d'affari ed ex attivista contro l'apartheid, incarcerato nella stessa struttura di Nelson Mandela, ma non esistono ancora certezze.

Nei giorni scorsi Sexwale ha fatto un appello chiedendo il voto "perchè è il momento di qualcosa di diverso e che l'Africa prenda il governo della Fifa". E' un outsider importante, più di Jerome Champagne, ex dirigente della Fifa, o del principe Alì Bin al Hussein, figlio del re di Giordania. A maggio, grazie all'appoggio di Platini, è riuscito a raccogliere 73 voti uscendo sconfitto da Blatter. Ora, però, lo scenario è cambiato.

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