ANALISI - Juve, ecco il mercato per Conte: 238 milioni in tre anni

Bilancio con ricavi record grazie alla Champions League: 283,8 milioni. Perdite ridotte -15,9 ma anche nel 2014 non ci sarà il pareggio...

Giovanni Capuano

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Quanto ha speso la Juventus per dare in mano ad Antonio Conte la corazzata che ha vinto due scudetti consecutivi, insegue il terzo e prova a farsi strada in Europa? Il conto ammonta a 238,4 milioni di euro e non è frutto di stime o previsioni, ma dell’analisi dei bilanci della società a partire da quello chiuso lo scorso 30 giugno con un passivo di 15,9 milioni.

Ecco, dunque, la risposta a tante domande poste da Conte in questi mesi. La Juve ha speso meno di tante big europee ma certamente non ha lesinato investimenti per cambiare il destino di una squadra che veniva da due settimi posti consecutivi. La curiosità, infatti, è che proprio nell’estate del 2011 è arrivato lo sforzo maggiore: 104,8 milioni spesi e poco meno di 6 incassati. Poi la tendenza si è riequilibrata e sfogliando le pagine del bilancio emerge che nella sessione estiva appena conclusa Marotta e Paratici hanno limitato il passivo a 38,1 milioni di euro (65,4 spesi e 27,3 incassati). Il conto finale dice che in tre anni sono stati spesi 238,4 milioni di euro, incassati 48,9 con un saldo negativo per 189,5 milioni.

La Juventus sta, dunque, andando verso un modello di sostenibilità finanziaria anche sul mercato dopo gli investimenti post-Calciopoli. Era la volontà della proprietà che ha incassato un altro bilancio in rosso seppure su cifre più basse rispetto ai -48,6 della stagione 2011-2012 e il passivo record del 2010-2011. Merito del boom dei ricavi: 283,8 milioni di euro, record storico per la società e +32,8% sull’anno passato.

A pesare sono stati gli introiti (anch’essi da record) della Champions League: 65,3 milioni di euro a compensare la crescita dei costi operativi (227,1 milioni +10%) e del peso degli ammortamenti (60,5 mln -24,2%). Terminologia tecnica per dire che, seppure in una fase di espansione che non si è ancora conclusa, nemmeno la società torinese può spendere senza far finta di nulla.

La dimostrazione è che Marotta si è impegnato in una serie di operazioni in uscita per creare plusvalenze (13 milioni nel 2012-2013) e di rinnovo contratti che hanno consentito un risparmio di circa 5 milioni di euro. Basterà? Domanda aperta a qualsiasi soluzione perché la relazione approvata dal cda dice senza troppi giri di parole che anche il prossimo bilancio è atteso in perdita e molto dipenderà dai ricavi da Champions League che difficilmente potranno essere sul livello dell’ultimo anno, favorito dall’assenza di una squadra italiana dopo l’eliminazione dell’Udinese che ha permesso a Milan e Juve di spartirsi il market pool dei diritti tv Uefa senza terzi incomodi.

Lo Juventus Stadium si sta confermando un elemento positivo, ma i margini di crescita sono da esplorare. Ad esempio i 28.000 abbonati di questa stagione consentiranno un incasso di 20 milioni di euro appena superiore ai 19,8 del passato campionato (27.400 tessere staccate). Un anno fa i conti erano diversi e i ricavi da abbonamento erano cresciuti del 30% a fronte di un aumento dell’11% del numero di abbonati. Tradotto in soldoni significa che dopo il primo anno la Juve aveva aumentato sensibilmente i prezzi mentre ora non l’ha fatto. Tornerà a ritoccare le tariffe?

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