... E il Bernabeu si alzò in piedi per Pirlo (e Llorente)

Standing ovation come con Del Piero nel 2008. Fischi impietosi per il Real Madrid e Benzema

Giovanni Capuano

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Il 'miedo escenico' spaventa solo chi non ne è all'altezza. Paralizza, blocca gambe e cervello, manda in confusione gli avversari del Real Madrid che spesso le partite le perdono nel tunnel del Bernabeu, prima ancora di mettere piede in campo. Il 'miedo escenico' è il dodicesimo giocatore del Real Madrid, ma lo stadio di Madrid può essere dolce come una passerella su tappeto rosso per chi ha classe e carisma. Se fischia, distrugge. Se apprezza, sommerge di applausi. Era capitato ad Alex Del Piero nell'autunno del 2008: doppietta e standig ovation all'uscita dal campo.

E' successo ancora nella notte più triste per la Juventus, beffata dal tedesco Grafe e buttata ai confini della Champions. Serata amara per tutti, non per Andrea Pirlo e Fernando Llorente. A loro il Bernabeu ha tributato un caloroso applauso al momento della sostituzione. Pirlo non era nemmeno stato all'altezza della sua fama (media voto sui giornali 5), ma poco conta. In Spagna lo adorano, lo considerano l'unico giocatore italiano degno di stare nella ragnatela di passaggi di Real e Barcellona. Lo hanno inseguito, blandito. Sono anche andati a un passo dal portarcelo via, come lo stesso Andrea ha ricordato raccontando del colloquio segreto con Guardiola e delle offerte del Barcellona.

L'applauso a Pirlo è stato una standing ovation alla carriera. Alla vigilia molti giornali madridisti lo avevano scritto: potrebbe essere l'ultima del 'Regista' al Bernabeu. Impossibile non tributargli l'onore delle armi. L'applauso per Fernando Llorente, invece, è sembrata una carezza rivolta al futuro. Aveva segnato, vero, ma nulla di trascendentale. Il sesto gol in carriera contro il Real con un bilancio disastroso: 17 sconfitte su 18 partite. Llorente, però, continua ad avere molti estimatori nella Liga e non solo. Si è parlato di un approdo a Madrid. Chissà...

Chi dovrà lavorare molto è, invece, Carlo Ancelotti. Alla sua squadra il Bernabeu ha riservato una lunga 'pitada' quando nei minuti finali Sergio Ramos e compagni hanno cominciato a giochicchiare al torello per far trascorrere il tempo invece di aggredire alla gola un avversario ridotto in inferiorità numerica. Può essere che abbia ragione il tecnico e che convenisse preservare energie in vista del Clasico, però il popolo blanco non apprezza. Guai a sottovalutare il segnale: proprio con una 'monumental pitada' iniziò a consumarsi il divorzio da Mourinho poco più un anno fa. Fischi anche per Benzema, il peggiore dei suoi. Fischi diretti a Florentino Perez e alla sua voglia di vederlo sempre in campo. Il Bernabeu non fa sconti. A nessuno.

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