Berlusconi: "Milan? Basta spese folli"

Il Presidente rossonero traccia la linea per il futuro: basta top player, largo ai giovani

Il Presidente del Milan, Silvio Berlusconi, a cuore aperto con i tifosi rosoneri (Credits: Jonathan Moscrop - LaPresse)

Passato, presente ma sopratutto futuro. Poi mercato, dalle cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva a Kakà. Il Presidente del Milan, Silvio Berlusconi, dopo giorni, anzi settimane d'attesa ha risposto a tutte le domande dei tifosi rossoneri, a 360°.

PRESENTE - "Il Milan del presente, contrariamente a quanto tanto descrivono molti giornalisti, ritengo sia una squadra forte, con un quintetto di super campioni in attacco che nessuna squadra italiana può annoverare. Ci sentiamo molto forti, e sono sicuro che in Italia saremo ancora protagonisti. Ho fiducia in un buon stagione del Milan."

STRATEGIE - "La situazione economica non ci consente più di avere giocatore strapagati, come quelli che hanno marcato le campagne acquisti del passato. Il Milan non se lo può più permettere, questo non signifca rinunciare a vincere. Significa costruire un settore giovanile forte, una rete di osservatori che vada a caccia in tutto il mondo di talenti. Il Barcellona ha fatto così, con la Cantera, e dobbiamo seguire questo modello per costruire un Milan forte e vincente. Il mio Milan ha iniziato così a vincere con Sacchi”.

SERENI -  "Ai nostri tifosi dico state sereni. C’è la possibilità di costruire un calcio divertente ed efficace, anche in presenza di un quadro economico che non permette più spese folli. A loro dico di non avere paura di questo cambiamento, e di avere pazienza. Non ci riusciremo magari in una stagione ma costruiremo una squadra di giovani per aprire un ciclo vincente: sono assolutamente ottimista sia per la squadra di ora sia per il futuro".

FUTURO - "Per il futuro sicuramente cambieremo qualcosa: è arrivata una crisi senza eguali nella Storia da cui il calcio non si può sottrarre. Sarà possibile ugualmente fare dei buoni acquisti, andando a cercare dei talenti in giro per il mondo. Abbiamo preso una decisione che era impossibile non prendere di fronte all’offerta del Psg di pagare i due giocatori, Ibra e Thiago Silva, ad un prezzo che ci comportava dei risparmi tra soldi incassati e ingaggi sicuri, che ha messo in completa sicurezza i conti della società per il prossimo futuro".

PIRLO -  "Negli ultimi due anni, proprio per il cambio delle strategie della società, abbiamo dovuto dare addio ad undici giocatori, e ci mette dentro anche Pirlo, l’anno scorso, per fatti interni alla società. Si è trattato di una scelta imposta dalle esigenze di bilancio, dolorosa ma necessaria"

IBRA E THIAGO - "Non avevamo intenzione di cedere né Thiago né Ibra. Tant’è che in un primo momento, con Leonardo abbiamo risposto no. Avevamo fatto prevalere il cuore sulle ragioni di bilancio. Poi c’è stata un'avance continuativa del Psg, ma nelle valutazioni è pesato molto anche il pensiero che l’anno prossimo ci sarà il fair play finanziario. I calcoli fatti ci hanno fatto riscontrare che soltanto con questo sacrificio abbiamo messo i conti in ordine nei prossimi 3-4 anni. Non esagero, col cuore che piangeva, abbiamo dovuto accettare questa privazione, convinti che in casa abbiamo giocatori molto validi. Sono convinto che in attacco non sentiremo forte la mancanza di Ibra. Al centro della difesa abbiamo un nuovo innesto, Acerbi sul quale crediamo molto e pensiamo, tuttavia, che alla fine della campagna acquisti se ci capiterà l’occasione la faremo. Contiamo che nelle prossime settimane possiamo raggiungere questo punto di rafforzamento, l’unico, in difesa, perché in tutti gli altri ruoli ci sentiamo molto forti".

AZIONISTI -  "Magari ci fossero investitori stranieri: porte aperte a chi volesse dare un sostegno economico alla nostra squadra, ricordando sempre che noi abbiamo il sogno, al primo posto nel nostro cuore e nella nostra testa, che è il bene del Milan. Tutto ciò che è per il bene del Milan è auspicabile".

MESSAGGIO - "Ai tifosi dico di stare sereni: il Milan che abbiamo conosciuto nel passato non è stato sempre ai massimi livelli, come tutte le squadre nella storia del calcio. Basta che la squadra conservi quel suo carattere, quella sua personalità da Milan, e che ci sia sempre la sua missione di scendere sempre in campo per vincere e divertire. Essere quindi una squadra esempio-immagine di cui i propri tifosi non debbano mai vergognarsene. Non credo che né la proprietà né la dirigenza del Milan improvvisamente possano non godere la stima dei nostri tifosi".

GIOVANI - "Questo Milan è un'ottima squadra, ringiovanita, come tutti ci chiedevamo, e - ripeto - sono assolutamente convinto che ci darà ottime soddisfazioni".

KAKA' - "Io non ho approfondito l'argomento con Galliani e con gli altri dirigenti: Kakà è rimasto nei nostri cuori per il giocatore e per l'uomo. Non chiudo ad una possibilità di questo genere, ma bisogna vedere quali sono le situazion alle quali questo ritorno possa avvenire".
ALLEGRI - "Il numero 9 di maglia per Pato mi sembra azzeccatissimo, perché è un goleador e quindi deve giocare avanzato e non può giocare a centrocampo, come purtroppo è accaduto nell'ultimo campionato. E' un giocatore d'area, e lì deve stare".

MERCATO - "Se s'individua un giocatore che può esserci utile, gli si da una valutazione in base all'utilità per noi. Se la squadra che dovrà cederlo, vorrà incassare di più della nostra valutazione, noi non potremmo continuare la trattativa. Il Milan è il club più titolato al mondo, e sono sicuro che continuerà ad essere al vertice in tutte le competizioni".

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