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Benitez attacca la Juventus: ecco cosa dicevano Marotta, Allegri e Buffon

Il tecnico del Napoli invita a fare una ricerca su internet e dalla rete spuntano le dichiarazioni dei bianconeri di oggi contro il sistema...

Napoli FC Press Confrence

Giovanni Capuano

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Davanti ai giornalisti ha scelto la sciabola preferendola al fioretto. Un Rafa Bentiez all'assalto, che non ha dimenticato la notte del San Paolo e i torti (veri o presunti) subiti dal suo Napoli contro la Juventus. Ma che, soprattutto, non ha digerito le polemiche seguite alla sua uscita a caldo (il "ci può stare" che è diventato un mantra napoletano) e la richiesta di squalifica arrivata addirittura dal capo degli arbitri Nicchi nei confronti del suo presidente. Benitez carico a pallettoni, dunque, come spesso è capitato nel corso di una carriera in cui i duelli con i direttori di gara e il sistema sono stati una costante. In Italia come in Spagna ed Inghilterra.

 "Noi abbiamo parlato sempre con massimo rispetto. Si può mettere la parola chiave nei siti "Buffon Parma arbitri", "Allegri arbitri Muntari", "Marotta Sampdoria arbitri", noi non siamo nati ieri, ma ci può stare..." attacca Benitez, riferendosi al passato, a quando i suoi interlocutori di oggi non stavano alla Juventus ma in club meno forti e potenti. E cosa esce andando alla ricerca negli archivi? Ecco una carrellata di cosa aveva in mente Rafa parlando così:

Marotta e la Samp provinciale e penalizzata

Del Marotta direttore generale della Sampdoria escono un paio di dichiarazioni, scontri duri con il sistema arbitrale. Il primo è nell'autunno del 2009 dopo un pareggio contro la Lazio: “Alla fine della partita tutti i miei giocatori sono venuti a chiedermi di alzare la voce per quanto successo. Anche domenica scorsa non ci è stato concesso un rigore sacrosanto, oggi addirittura due, visibili in tv ma anche dal campo: il pugno, chiaramente involontario, di Muslera a Pazzini era evidente”. E ancora: “Non abbiamo la forza dell’Inter né economicamente né tecnicamente, ma ci piacerebbe giocarci le nostre chance ad armi pari con tutti, anche se non per lo scudetto. Finora ho la sensazione che siamo stati penalizzati. Era rigore netto su Pazzini e l’arbitro non ha dato neanche l’angolo; e anche di Diakitè su Padalino era rigore. Ci vuole serenità per fischiare certe cose”.

Tesi rincarata a freddo: "Noi siamo una 'provinciale' e facciamo fatica a puntare grandi traguardi, evidentemente anche a livello mediatico abbiamo uno spazio limitato, che porta ad una sudditanza psicologica da parte degli arbitri e li condiziona. Quella esiste sempre, perché il giudizio negativo di un giornale e' diverso se l'errore lo subisce una grande, rispetto allo stesso errore a danno di una squadra medio-piccola. Sicuramente la Sampdoria non e' trattata come Juve, Milan o Inter. Ma non da quest'anno".

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Buffon e lo scontro con Moggi

5 gennaio 1997, il Parma batte la Juventus in una partita tesissima e pieni di episodi ed espulsioni. Arbitra Ceccarini, ironia della sorte quello del 28 aprile 1998 e dello scontro Iuliano-Ronaldo. Buffon, allora portiere del Parma, non ci sta a passare per favorito dagli arbitri e risponde duro a Lippi: "Bravi noi, asini loro". L'allora dg bianconero non gliele manda a dire: "Buffon stia zitto. Ho letto le frasi di quel ragazzino e lo a guardare con attenzione i i fotogrammi dell'espulsione di Torricelli: Baggio si complimenta con Crippa perché ha provocato l'espulsione".

Allegri e il gol di Muntari

E' storia recente e non servono gli archivi o Google per tornare a quel Milan-Juventus che blocca la corsa del Milan in testa alla classifica e finisce per rilanciare la Juve sino alla rincorsa e al sorpasso scudetto. Nel diluvio di polemiche, dichiarazioni, foto sul cellulare e amenità varie, ecco un Max Allegri d'epoca: "Mi dispiace dirlo, ma c'è solo un episodio che ha condizionato il campionato. Il gol fantasma di Muntari al momento è decisivo per il campionato, anche se qualcuno vorrebbe metterlo in un cassetto. Come dicevano nel film quando Fantozzi pesca il pesce-ratto, 'può piacere o non piacere' ma è così''

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