Calcio

Ancora troppo Bayern per l'Inter (ma segnali positivi da Murillo)

Guardiola batte Mancini a Shangai, ma con i titolari i nerazzurri reggono il campo. In ritardo Kondogbia e Thohir deve lavorare sul mercato

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Giovanni Capuano

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Una rete di Gotze (chissà se la ultima all'Inter da giocatore del Bayern Monaco) piega la squadra di Mancini nell'amichevole di Shangai, primo vero test stagionale per una squadra che sta cercando di bruciare le tappe e crescere, ma che è ancora lontana dal livello dei bavaresi. Finisce 1-0, vittoria meritata dei tedeschi che hanno tenuto il controllo del gioco per tutti i 90 minuti sfiorando più volte il gol; Handanovic, Murillo e un po' di imprecisione hanno ritardato la capitolazione fino al minuto 80 quando sul terreno c'erano ormai le seconde e terze linee. Sconfitta, dunque, che non deve far suonare alcun campanello d'allarme in casa nerazzurra, ma che deve confermare come il lavoro da fare sia lungo. Il Bayern contava su una condizione fisica migliore, avendo iniziato prima la preparazione, e su un gioco ormai mandato a memoria. Vantaggi impossibili da pareggiare per la squadra di Mancini che ha abortito quasi subito le velleità di stare in campo con baricentro alto e grande aggressività. Neuer è stato impegnato una sola volta dopo 100 secondi, poi nulla più.

 

Sotto gli occhi di Thohir, la gara di Shangai era interessante soprattutto perché doveva dare qualche risposta sui nuovi imbarcati da Mancini per la stagione del riscatto. L'impressione è che gli inserimenti siano positivi, ma che sia molto da lavorare e che, soprattutto, ci voglia grande chiarezza tra il tecnico e la società sulle priorità di intervento. Mancini vuole a tutti i costi un laterale sinistro difensivo e ormai non fa nulla per nasconderlo. Aver peso Zukanovic per il vesto imposto dal presidente indonesiano ad altre spese senza prima le cessioni lo deve aver innervosito se è vero che contro il forte Bayern ha buttato in campo il giocane Dimarco, classe 1997, non ancora pronto al confronto con uno scatenato Douglas Costa. Il primo tempo su quella fascia è stato di assoluta sofferenza per i nerazzurri e da lì sono nate le migliori occasioni del Bayern Monaco.

Non male il debutto di Murillo, uscito al minuto 40 per un affaticamento muscolare al polpaccio della gamba destra: si è perso in un'occasione Lewandowski, ma ha fatto a sportellate con grande intensità e si è reso protagonista anche di un salvataggio sulla linea che ha negato la rete a Lahm. Voto più che sufficiente in attesa di rivederlo insieme a Miranda, che dovrebbe dargli altre certezze rispetto a un Ranocchia che, comunque, nel primo tempo è rimasto in piedi insieme a tutto il reparto che pure ha sbandato forte su due o tre incursioni centrali dei bavaresi. Difficoltà che hanno coinvolto anche Montoya sulla destra.

Un passo indietro, invece, di Kondogbia: macchinoso, lento e apparentemente affaticato. Lontano parente di quello che contro il Carpi aveva colpito per la naturalezza con cui si era inserito nei meccanismi di gioco di Mancini. Nulla di preoccupante, sia chiaro, perché il livello della sfida era molto alto e la preparazione fisica non adeguata a maggior ragione per un peso massimo come il francese. Brozovic e Kovacic hanno provato a dargli una mano: meglio Kova che ha firmato le poche progressioni in verticale per cercare di spezzare il tiki taken di Guardiola.

Sconfitta che in ogni caso non fa male. La prova era ardua e ogni giudizio è rimandato ai prossimi impegni a partire dal derby di sabato. Si gioca in Cina, ma nerazzurri e rossoneri aspettano di avere un metro di paragone che sia credibile. Quale parte di Milano è più avanti sulla strada della ricostruzione?

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