Non era mai capitato nella storia delle coppe europee che una squadra sconfitta 4-0 all'andata riuscisse a ribaltare nel ritorno, qualificandosi. Non era mai accaduto e il modo in cui il Barcellona ha strappato dalle mani del Psg i quarti di finale della Champions League è qualcusa che si avvicina più al soprannaturale che alla semplice impresa sportiva.

Era difficile progettarla dopo il primo round a Parigi dominato dal Psg. Ed era impossibile anche solo immaginarla una volta incassato da Cavani il gol del 3-1 a mezz'ora dal fischio finale, con davanti uno scampolo di partita e l'Everest di tre gol da scalare per dare concretezza al sogno della rimonta. Una parete di sesto grado rimasta immacolata fino agli ultimi 420 secondi. Quelli che hanno riscritto la storia del calcio europeo: da 3-1 a 6-1, Barcellona in paradiso e Psg all'inferno.

Una rimonta senza precedenti (superiore anche a Istanbul)

Di ribaltoni clamorosi è piena la storia del football. Ne vengono in mente due legate proprio alla Coppa dei Campioni: l'incredibile doppietta di Sheringham e Solskjaer oltre il 90' che consegnò al Manchester United il trofeo nel 1999 (curiosamente proprio nella porta in cui Sergi Roberto ha trafitto Trapp annichilendo il Psg) e il 3-3 da 0-3 del Liverpool nella notte maledetta - per il Milan - di Istanbul nel maggio 2005.

Quella del Barcellona pesa ancora di più. Perché per portarla a compimento i catalani sono dovuti tornare in vita almeno tre volte. Erano da ricostruire psicologicamente per cancellare lo tsunami dell'andata, impresa che Luis Enrique ha compiuto lungo tre settimane ridando dignità a una squadra che al Parco dei Principi praticamente non era esistita. Poi la resurrezione dopo il gol di Cavani, che chiudeva i giochi, e quella degli ultimi 420 secondi quando nessuno più ci credeva. O forse no, visto come è andata a finire.

Anche il Psg ha battuto un record

Ovviamente nulla sarebbe stato possibile senza l'incredibile ambiente del Camp Nou - unico in tutto il mondo e che anche i tifosi interisti ricordano seppure con esito contrario - e senza la partecipazione involontaria del Psg. Le lacrime finali di Unai Emery dicono tutto della delusione provata dai francesi che possono solo prendersela con se stessi. Parlare delle decisioni dell'arbitro tedesco (nettamente insufficiente) ha poco senso se getti via due-tre volte il destino che hai saldamente nelle tue mani.

 

Il ribaltone subito segna un punto di non ritorno. Difficile che gli emiri digeriscano il ko di Barcellona dopo aver investito tanto per entrare nel salotto che conta dell'Europa. Squadra ricca di talento, ma che si è squagliata emotivamente non reggendo l'impatto con la leggenda. Per diventare grandi si doveva passare da qui: obiettivo mancato. Un posto nella storia se lo prendono anche i francesi, seduti però sulla sedia più scomoda.

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