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Barcellona-Juventus: i piani di Luis Enrique e Allegri per il Camp Nou

Si parte dal 3-0 dell'andata per i bianconeri. Catalani all'attacco (ma con paura), Higuain con Dybala nella formazione bianconera

Barcellona e Juventus si giocano un posto nelle semifinali della Champions League 2016-2017 nella gara di ritorno al Camp Nou che inizia con una favorita chiara. E' la Juventus di Massimiliano Allegri che all'andata a Torino ha vinto 3-0 dominando tatticamente la partita e mettendo una seria ipoteca sulla qualificazione. I catalani sono chiamati all'impresa per ribaltare il verdetto dello Stadium, firmato da Dybala in una notte magica.

Il risultato dell'andata non può, però, cancellare del tutto le chance del Barcellona. La squadra di Luis Enrique ha già vissuto un'incredibile rimonta contro il Psg nel turno precedente e in casa è un rullo compressore in Champions League: 7-0 al Celtic Glasgow, 4-0 al Manchester City, 4-0 al Borussia Moenchengladbach e - appunto - il 6-1 al Psg entrato direttamente nella storia.

Dunque Allegri e la Juventus non possono dormire sonni tranquilli. Il Camp Nou spingerà i catalani verso la remuntada con i suoi centomila cuori blaugrana e la pressione che sa mettere anche su avversari e direttore di gara. Il Psg ne sa qualcosa e la designazione dell'olandese Kuipers non è piaciuta alla Juventus per qualche precedente non fortunato.

Il piano di Luis Enrique per la rimonta

Per completare la rimonta contro la Juventus servirà un'impresa forse anche maggiore di quella che ha consentito di ribaltare il 4-0 con il Psg. E' vero che il risultato è meno sfavorevole, ma la solidità della squadra di Allegri non è quella dei francesi, che si sfaldarono sotto la spinta del Camp Nou.

Ribaltare il 3-0 di Torino non è solo questioni di tecnica, tattica e cuore, insomma. E' una sottile guerra anche psicologica che Luis Enrique ha iniziato un minuto dopo la fine della partita dell'andata. Ecco il suo piano per agguantare la semifinale:

Pressione psicologica sulla Juventus - Con le spalle al muro, Luis Enrique prova a scaricare su Allegri la pressione. Lo ha provocato definendo la rimonta "più semplice" di quella col Psg e annunciando che gioca "per segnarne 5" anche se "ne possono bastare 3". Mind games che tradiscono insicurezza più che forza.

La spinta del Camp Nou - I centomila devono spingere il Barça anche oltre i propri limiti e intimorire avversari e arbitro. E' un classico delle sfide di coppa dei catalani, ma non è detto che la Juve ci caschi. Ha detto Luis Enrique: "Se facciamo un gol, il secondo lo segna il Camp Nou e il terzo arriva da solo...".

Messi al centro - La Pulce è stato il meno peggio all'andata a Torino ma fin qui non ha lasciato il segno come Neymar, protagonista nella notte contro il Psg. Il Barcellona vuole liberare il suo talento e la sua voglia di non abdicare. Potrebbe anche disegnargli un 4-3-3 fatto apposta. Quando Messi non ha segnato in questa stagione (13 volte) solo in 4 occasioni ha vinto.

Pressing alto per sorprendere la Juve - Tatticamente Luis Enrique vorrà una pressione costante per recuperare palla e poter attaccare senza consentire alla difesa della Juve di piazzarsi. Il Barça teme molto la capacità di chiudersi davanti a Buffon e, allo stesso tempo, di ripartire in contropiede. E' la chiave tattica per cercare di creare i presupposti per la rimonta.

Il piano di Allegri per la semifinale

Il risultato dell'andata rappresenta la miglior garanzia per la Juventus, che appare sufficientemente solida ed esperta da non farsi travolgere all'onda del Camp Nou così come accaduto dal Psg nel turno precedente.

Allegri ha preparato un piano partita che prevede di non chiudersi in difesa e di non esaltare le qualità migliori del Barcellona. Sarebbe l'errore più grave in uno stadio che diventerà quasi subito una bolgia ma contro un avversario che ha dei punto deboli. Ecco il piano per qualificarsi in semifinale:

Aggredire e non essere aggrediti - All'andata Allegri ha sorpreso Luis Enrique nella prima mezz'ora andando ad aggredirlo alto senza far respirare i pallggiatori catalani. Vuole ripetere la tattica per non dare campo e spazio a Iniesta.

Testa fredda e cuore caldo - Il Camp Nou è capace di spaventare chiunque, ma i giocatori della Juventus sono abbastanza esperti per non tremare. Gioca Dani Alves che questo stadio lo conosce come le sue tasche.

Higuain più Dybala - Non deve essere solo la notte di Dybala che ha deciso l'andata con una doppietta. Non bisogna caricarlo di responsabilità eccessive e i fari vanno puntati anche su Higuain che non ha mai segnato al Camp Nou e che in Champions non è un fattore: 16 gol in 63 presenze.

La difesa degli imperforabili - Fin qui la Juventus ha subito solo 2 reti in Champione ed ha la miglior retroguardia della manifestazione. E' la migliore delle qualità dei bianconeri e Allegri non può non tenerne conto. Non significa schiacciarsi dietro, ma se serve qualche miracolo...

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