Barça nei guai: spiati Messi e Piquè, dirigenti e politici

Diversi giocatori, ma non solo, sarebbero stati spiati a spese del club. Il presidente Rosell ha sporto denuncia contro l'ex dirigenza

Messi e Piquè parlano durante il match contro il Valencia dello scorso febbraio (Credits: JOSEP LAGO/AFP/Getty Images)

Riccardo Vetere

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Anche il Barcellona ha i suoi scheletri nell’armadio. Ci riferiamo alle trame nascoste che l’ex dirigenza blaugrana avrebbe ordito in passato ai danni di diverse personalità importanti legate al club e che stanno ora confluendo in una vera spy story interna alla società. L’attuale presidente blaugrana Rosell, venuto a conoscenza di tali macchinazioni, non ci ha visto più e ha deciso di sporgere denuncia proprio contro l’ex dirigenza. I destinatari di questa sono l’ex presidente del Barcellona in persona, Laporta, l’ex vicepresidente Soriano, oggi amministratore delegato del Manchester City, Xavier Martorell e Joan Oliver, direttore generale del Barcellona dal 2008 al 2010.

Ma di quali macchinazioni parliamo? Il portale spagnolo El Periodico ha rivelato che l’ex dirigenza blaugrana avrebbe speso circa 3 milioni di euro per far spiare in maniera illecita, attraverso intercettazioni e pedinamenti, diversi calciatori. Tra i nomi trapelati, udite udite, anche Lionel Messi e Gerard Piquè. In particolare attorno alla figura del difensore spagnolo emergono dettagli interessanti sul movente che avrebbe spinto i colleghi di Laporta a marcarlo stretto: le preoccupazioni maggiori derivavano dalla fresca liaison, a quei tempi appena iniziata, con la cantante colombiana Shakira dalla quale ha avuto recentemente anche un figlio.

Evidentemente la dirigenza guidata da Laporta non si fida troppo dei propri tesserati e avrebbe preferito braccarli da vicino per verificare che conducessero una vita privata ligia e sobria; peccato che sia illegale.

Tra gli spiati non ci sarebbero solo calciatori ma anche alcuni politici vicini alla società sarebbero finiti nel mirino degli 007 di Laporta. In realtà, però, l’ex presidente del Barcellona è stato denunciato non in qualità di mandante delle operazioni di spionaggio, ma per aver più che altro partecipato a delle riunioni in cui venivano lette abusivamente le mail di alcuni dipendenti del club; e Rosell non ha potuto né voluto far finta di niente, arrivando così alla denuncia per i danni d’immagine subiti. E mentre l’ex presidente dovrà vedersela con quest’accusa, Soriano e Joan Oliver dovranno comparire di fronte ai giudici della Fiscalia Superior del tribunale Superiore di giustizia di Catalogna il prossimo 30 giugno.

Ma il vero braccio delle operazioni sarebbe stato Martorell, oggi direttore dei Servizi penitenziari della Generalitat di Catalogna, che allora rivestiva la carica di responsabile della sicurezza del club. Proprio Martorell avrebbe chiesto un dossier sugli spiati alla Metodo 3, azienda specializzata nelle investigazioni private; l’ammontare delle operazioni commissionate si aggira sugli 800 mila euro, che sommati agli oltre 2 milioni risultanti dalle fatture intestate alla Intelligence Bureau e alla Cibex portano il conto delle operazioni svolte a 3 milioni di euro. E individuato il probabile braccio, si suppone che il cervello di tutto l’intrico, stando a quanto detto da Joan Oliver stesso, sia proprio Soriano.

Questo grottesco groviglio sviluppatosi nell’ombra di un club che in questi anni ha vissuto costantemente sotto la luce del successo e dei trionfi (anche quest’anno in semifinale di Champions), assomiglia in maniera inequivocabile alla vicenda Inter-Telecom Italia-Vieri, anche se con tratti molto più estesi. In quel caso, infatti, l’Inter di Moratti e l’azienda di telecomunicazioni furono condannati a risarcire Christian Vieri, in solido, per 1 milione di euro più gli interessi. L’attaccante lamentò di essere stato spiato nei primi anni del 2000, proprio quando vestiva la maglia nerazzurra. Ma si trattava di un caso isolato a un solo giocatore.

In questo caso sarebbero diverse le figure controllate: politici, giornalisti, ex vicepresidenti, lo stesso presidente in carica Sandro Rosell, che già nel 2008 denunciò di essere stato pedinato, sono finiti tutti nel mirino degli informatori. Ma ora lo scandalo finirà in tribunale e non è detto che non sia destinato ad estendersi ulteriormente.

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