Balotelli, il ritorno: gol, giallo e fischi

SuperMario salva il Milan ad Amsterdam con un rigore (che non c'era) e zittisce il pubblico dell'Ajax...

Giovanni Capuano

-

Dove eravamo rimasti? Ah sì, alle proteste smodate contro Banti e alla squalifica con scuse annesse che lo aveva consegnato alle cronache di mezza Europa nella solita veste del Gianburrasca un po' maleducato. Uno da rieducare, insomma. Mario Balotelli si era prestato di malavoglia al ruolo, aveva biascicato parole un po' così, a metà tra la presa di responsabilità convinta ("Ho sbagliato a dire quelle cose") e la rivendicazione del suo modo di essere ("Non ho mica ammazzato nessuno io"). La partita di Amsterdam era per lui il modo di uscire dal cono d'ombra e ritrovare il campo, tornare a essere utile per il suo Milan che senza di lui era andato a un passo da baratro a Bologna e poi si era risollevato contro la Samp.

Occhi su Balotelli, dunque, e non poteva essere altrimenti. Occhi di Allegri, Galliani, dei compagni e degli avversari per avere la conferma che tutto fosse cambiato o nella speranza, per gli altri, di ritrovare il giocatore dai nervi fragili che rovina tutto in un attimo di follia. Balotelli ad Amsterdam ha interpretato se stesso in 90 minuti. Chi spera che anche l'ultima disavventura lo abbia cambiato si rassegni. Ha giocato a tratti bene, si è sbattuto, ha simulato, preso un giallo totalmente inutile, trovato il gol su rigore che ha raddrizzato la barca di Allegri e provocato il pubblico olandese.

Il solito Mario insomma. Prendere o lasciare. Questa volta il Milan lo ha preso dimenticando anche il lato oscuro della sua prestazione, quello culminato nella passeggiata con due dita davanti alle labbra per zittire i tifosi dell'Ajax che in fondo non stavano facendo nulla di male. Era il 93' e lo avevano appena visto mettere in porta un rigore che definire generoso è un eufemismo. Dita davanti alla bocca una, due , tre volte. Gesto inutile e senza spiegazioni. Nessuno lo stava insultando e la sua serata era filata via tutto sommato liscia.

Balotelli a due facce come al solito: quella trascinante di un campione che nella ripresa si era caricato il Milan sulle spalle portandolo a un centimetro dalla vittoria (meraviglioso il destro a giro finito sulla traversa con tocco decisivo di Cilessen) e quella incomprensibile di un 23enne incapace di gestire i propri nervi. Fischi per lui nel finale del primo tempo per un tuffo mal riuscito in area di rigore che l'arbitro Eriksson non ha degnato nemmeno di uno sguardo. E fischi per il fallo che a metà campo gli ha regalato il terzo cartellino giallo di questa stagione europea dopo i due dei preliminari contro il Psv, il settimo considerando anche il campionato.

Lo ha difeso Allegri: "Stasera il giallo non lo meritava, ha preso tante botte, subito molti falli, ma deve rimanere sereno e pensare a lavorare per la squadra. Deve stare calmo". Difesa normale anche se l'occasione era particolare perché segnava il rientro dalla ramanzina post-Napoli. Ha preso 4 falli Balotelli (come Montolivo) e ne ha fatto uno. E' finito tre volte in fuorigioco e tentato 4 volte la via della rete tirando in porta. Freddi numeri di una prestazione più che sufficiente fino a quel ditino mostrato al pubblico olandese. Era proprio necessario, Mario?

© Riproduzione Riservata

Commenti