Balomania dalla A alla Z. È stato un affare?

Il centravanti bresciano è arrivato a quota 7 gol in 6 partite. Straordinario il suo ruolino di marcia. Eppure, la reazione dei tifosi è stata tiepida ed El Shaarawy...

Il numero 45 rossonero ancora in gol contro il Palermo (Credits: Tullio M. Puglia/Getty Images)

Dario Pelizzari

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Sette gol in sei partite. Un ruolino di marcia da stropicciarsi gli occhi quello di Mario Balotelli nella nuova versione in rossonero. Da quando c'è lui, il Milan ha preso il volo. Meglio, da quando c'è lui la squadra di Max Allegri ha trovato il modo di dare forma e sostanza a un recupero che sa di miracoloso. Dalle sabbie mobili della bassa classifica ai vertici della Serie A, fino a toccare con mano l'idea sempre più possibile, sempre più praticabile di una qualificazione diretta alla prossima Champions League. Galliani non sta più nella pelle. Con Balotelli il Milan ha ritrovato lo slancio dei tempi migliori. E poco importa se il Barcellona alla fine ha avuto la meglio e i viaggi di coppa in Europa riprenderanno soltanto al termine dell'estate. Il Diavolo è rosso di rabbia e vuole fare sul serio.

Proprio così. Balotelli è stato probabilmente il miglior affare del calciomercato di riparazione autunnale. In Italia, certo, ma pure all'estero. Perché è troppo facile concludere operazioni da favola potendo contare su una montagna di denaro. La vera impresa sta tutta nella capacità di sedersi al tavolo dei grandi con la baldanza di chi non ha nulla da perdere. E che gli altri dicano quello che vogliono. Così è se vi pare, altrimenti amici come prima. Galliani ha usato questa strategia per convincere il Manchester City a ridimensionare le proprie pretese sul bad boy con la cresta. Tempo un mese o poco più e la richiesta si è dimezzata. Dai 40 milioni dei primi di dicembre ai 20 milioni di metà gennaio. Pure pagabili in comode rate. Qua la mano, affare concluso, Balotelli torna a Milano, ma veste rossonero. Tutti felici, forse anche Berlusconi.

I conti tornano, anzi, di più. Prima l'esordio con la doppietta davanti al suo nuovo pubblico (ne fa le spese l'Udinese), poi, in rapida sequenza, le reti al Cagliari, al Parma, al Genoa e infine al Palermo. Un'altra doppietta. E fanno sette reti in 515 minuti, quasi impossibile fare meglio. Mancini si divora le unghie dal rammarico e con lui i dirigenti del Manchester City, che hanno lasciato partire il 22enne bresciano con l'idea che nulla si potesse più fare per riportarlo sulla retta via. Lui, il campione dal talento infinito che però non sapeva stare al mondo. Con tutti i guai che ha firmato nel corso della sua avventura in Premier League. Peccato per loro che adesso il Balotelli nazionale valga senz'altro di più dei 20 milioni pattuiti. Tempi che cambiano.

La stampa di casa nostra lo attendeva al varco. Prima o poi ne combinerà una delle sue anche al Milan e Allegri avrà il suo bel daffare per tenere le briglie lo spogliatoio. Alla fine, è capitato. Storia del derby del 24 febbraio. Al termine della gara che Supermario sentiva in modo particolare per ragioni più che evidenti, arriva quel gesto in direzione della curva di chi un tempo lo amava. Niente di stravolgente, intendiamoci, ma pur sempre una dichiarazione di intenti nei confronti di un passato ingombrante che ancora fa male. Il giudice sportivo non apprezza e infligge una multa di diecimila euro al giocatore del Milan. Briciole per chi guadagna milioni, ma pur sempre un segnale che così non si fa. Certo, in confronto a quanto accadeva a Manchester, si tratta senza dubbio di un vezzo da educande. Ma sarà tutto qui?

In mezzo a tante, tantissime note positive, almeno un paio che proprio non tornano. La prima: i mini-abbonamenti che il Milan aveva lanciato all'inizio di febbraio con l'idea di convincere i tifosi a seguire i rossoneri nelle ultime sette partite casalinghe non hanno evidentemente raccolto numeri da capogiro. Lo dicono i tabellini di fine gara. Prima dell'avvento di Balotelli, il botteghino segnalava 23.957 abbonati (fonte Gazzetta dello Sport) per Milan-Bologna del 20 gennaio. Dopo, poco di più. Per Milan-Palermo di domenica scorsa si sono presentati a San Siro complessivamente 24.598 titolari della tessera rossonera. La differenza tra il prima e il dopo? Circa 600 persone. Come dire, il campione tira ma non vende, poteva andare meglio. Ma siamo sempre pronti a rivedere il bilancio in funzione di aggiornamenti che da casa Milan tardano però ad arrivare.

La seconda nota stonata. Da quando Balotelli fa il fenomeno con la maglia rossonera, Stephan El Shaarawy non fa più il diavolo a quattro in area di rigore. Che sarà mai, direte voi, che segni uno o segni l'altro, la sostanza non cambia. Il Milan vince e vola in alto in classifica. Tutto vero. Tuttavia, c'è da considerare che con l'arrivo di Supermario, il Faraone ha dovuto rivedere la sua posizione sul fronte offensivo. E da prima punta, finalizzatore di tutto il gioco della squadra, vero mattatore dell'area di rigore, si è ritrovato a prestare servizio come spalla del ben più noto Mario nazional-popolare. Sale il desiderio, calano le possibilità di mettersi in mostra e scatta il malumore, che contro il Palermo è arrivato in superficie con un broncio che per El Shaarawy rappresenta un particolarissimo e forse preoccupante inedito. Balotelli a Milano, tantissime rose e qualche spina.

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