Balotelli: 3 giornate. E 90 giorni vissuti pericolosamente

Paga un insulto all'arbitro di porta. Per lui 4 gialli nelle ultime 5 giornate e qualche intemperanza di troppo - Inter e Milan, i numeri, le polemiche

Mario Balotelli impegnato contro la Fiorentina – Credits: Afp

Giovanni Capuano

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Per farsi squalificare ci ha messo meno di tre mesi. A Balotelli sono bastate 8 partite per finire dietro la lavagna e il modo con cui si è quasi andato a cercare il giallo a Firenze che gli costa la sfida decisiva contro il Napoli, più l'insulto al giudice di porta che lo fermerà per un turno ulteriore, giustifica il malumore di Galliani.

Le tre giornate prese per decisione del giudice Tosel "per comportamento non regolamentare in campo; già diffidato (Quarta sanzione); per avere inoltre, al termine della gara, nel recinto di giuoco, rivolto ad un Arbitro addizionale un'espressione ingiuriosa" sono però un danno evidente per il Milan che lo perderà anche nelle sfide contro Juventus e Catania. Colpa del "cazzo guardi" rivolto al giudice di porta mentre discuteva con il portiere Viviano segnalato nel referto dai direttori di gara.

Galliani ama dire che Balotelli assomiglia molto a Ibrahimovic. Da oggi a maggior ragione visto che lo svedese, proprio a Firenze, si era guadagnato un'espulsione con squalifica per aver maltrattato a parole un assistente di linea. Allora il Milan si era schierato in difesa di Zlatan, ora è alle prese con la prima 'balotellata' vera di un giocatore che già a Manchester aveva fatto collezione di cartellini innervosendo Mancini e i compagni e lasciandoli soli in momenti cruciali delle due stagioni.

A far riflettere, però, è la tendenza di Supermario. E' vero che tutti, da Prandelli in giù si stanno sforzando di sottolinearne i progressi caratteriali e la capacità di non reagire alle provocazioni. L'ultima volta è accaduto a Malta quando Balotelli aveva bisticciato con il diretto marcatore. Però è un fatto che dopo un primo mese da 'bravo ragazzo' siano cominciati i problemi. Cartellino giallo nel derby contro l'Inter affibbiato da Tosel su segnalazione dei commissari della Procura per il gesto provocatorio verso gli ex tifosi.

Poi ammonizione in Genoa-Milan (8 marzo), Chievo-Milan (30 marzo) e Fiorentina-Milan (7 aprile).Quattro cartellini gialli nelle ultime 5 partite giocate: una media da stopper vecchia maniera più che da attaccante moderno. E' vero che a Manchester aveva fatto ancora più veloce (primo giallo al debutto e primo rosso alla quarta presenza), però allora era una ragazzino immaturo scaricato proprio per questo dall'Inter mentre oggi è, o almeno viene descritto, come un uomo che finalmente ha trovato equilibrio.

In realtà i primi 90 giorni in Italia hanno lanciato anche segnali contraddittori. L'impatto tecnico sul Milan e sulla nazionale non si discute, il peso della sua presenza nella rimonta-Champions dei rossoneri nemmeno. Però riannodando il filo della memoria escono i gesti di sfida ai tifosi del Cagliari, la provocazione a quelli dell'Inter e il ditino portato davanti alla bocca a Marassi sotto la curva del Genoa.

Della multa per aver fumato in treno ed essersi fatto beccare si può serenamente sorridere. E anche della foto sulle cappelliere andando a Verona, anche se il Milan non ha gradito. Però la gestione del personaggio Balotelli non è semplice nemmeno a Milanello e dintorni. Galliani ha spiegato più volte di aver steso una rete intorno a Mario che comprende anche il procuratore Raiola e i genitori del ragazzo. Non è un caso che la notizia della multa per la sigaretta proibita sul Milano-Firenze sia stata data in tempo reale al manager.

Però è quasi un record che per due volte in cinque giorni la società sia stata costretta a comunicati ufficiali di smentita per pasticci combinati da Balotelli. E' successo dopo la presunta lite con un vigile a Linate (7 febbraio) e quando in poche ore sono comparse foto casalinghe con tanto di sigaretta su Twitter e considerazioni pesanti sulla curva dell'Inter su Facebook (12 febbraio). Colpa di Mario o di qualche hacker malandrino? Impossibile ricostruire, ma resta la sensazione di 90 giorni vissuti comunque pericolosamente. Del resto anche l'avvio non era stato normale: scontri tra polizia e tifosi fuori dal ristorante Giannino per la prima cena in rossonero. Robe da Balotelli, insomma. La normalità è un'altra cosa.

PS: Duro colpo alla teoria del complotto pro-Milan. Se esiste si sono dimenticati di avvisare non solo Tagliavento ma anche i suoi collaboratori.

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