Ma io non sto con Balotelli

Tutti per Mario accusato di aver spacciato 'per gioco' a Scampia. Dimenticandosi il lavoro di magistrati e investigatori...

Mario Balotelli è accusato da un pentito di aver spacciato 'per gioco' a Scampia – Credits: Ansa

Nessuno in questo momento è in grado di dire se le parole di Armando De Rosa, il pentito che accusa Balotelli di aver spacciato ‘per scherzo’ nel corso della sua visita a Scampia nel 2010, siano vere o meno. Istintivamente verrebbe da dire che si tratta di un’ingenuità esagerata anche per un ragazzo non nuovo a comportamenti al limite come Mario. Quindi meglio sperare che sia tutto falso e che l’errore contenuto nei verbali (De Rosa colloca la visita nel 2009) sia la spia di un tarocco. Però la leggerezza con cui la vicenda viene trattata dal mondo del calcio suona francamente inaccettabile.

Che Balotelli si difenda con energia anche scomposta è legittimo. Che la Figc e Prandelli si schierino acriticamente dalla sua parte sottoscrivendo le parole di Mario via Twitter (!?!) è già un po’ forzato. Che si tiri in ballo la penosa storia processuale di Enzo Tortora, invece, finisce per essere addirittura offensivo nei confronti di chi contro la camorra lotta ogni giorno.

Accade sulla Gazzetta dello Sport dove in prima pagina campeggia in bella evidenza un ‘Tutti con Balo’ che chiarisce senza troppi equivoci la posizione del giornale. L’articolo in cui si dà conto della vicenda inizia con questa sinistra avvertenza: “Il racconto del Balotelli spacciatore per gioco a Napoli in compagnia di due criminali è stato fatto da un pentito di camorra a due magistrati della Dda. Pentito, camorra e un personaggio famoso tirato in ballo. Già questi tre elementi riportano alla memoria una delle pagine più tristi della storia italiana: l’arresto di Enzo Tortora”.

Ecco, io non ce la faccio a stare con Balo. Sinceramente. Io sto con Sergio Amato ed Enrica Pascandolo, i pubblici ministeri che hanno raccolto le dichiarazioni del pentito, le hanno inserite nei rispettivi fascicoli e ora decideranno se risentire Balotelli su quanto accaduto nell’estate del 2010 o cestinare tutto. Io sto con loro perché il passaggio sul ‘Balotelli spacciatore’ fa parte di carte processuali ben più ampie e serie di quanto possa riguardare il gesto stupido di un ventenne annoiato.

Con quale diritto dovrei accettare acriticamente la versione di Balotelli? Per quale interesse superiore? Detto che, anche fosse vero quanto raccontato dal pentito, probabilmente si tratterebbe di una bagatella lesiva solo dell’immagine del giocatore e non di un reato da ergastolo, perché bisogna attaccare l’etichetta di inattendibile a un collaboratore solo perché non piace quello che ha raccontato sul campione del cuore?

Penso che Prandelli, la Figc e la stampa dovrebbero limitarsi ad apprendere e raccontare quanto contenuto in quei verbali senza fare il tifo. Penso che Balotelli avrà modo e tempi per spiegare che non siano i tweet inconsulti sparati a raffica dal ritiro della Nazionale (anche questa è un’anomalia). Penso che se qualcuno chiederà conto al c.t. del codice etico che fu sono problemi suoi e di chi ha voluto scrivere norme che poi ha applicato un tanto al chilo. A un anno dal Mondiale di Balotelli non si può fare a meno. Basta dirlo con chiarezza e lasciar stare il lavoro dei magistrati di Napoli.

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