E se l'Italia facesse a meno di Balotelli?

I dieci giorni di ritiro sotto i riflettori hanno prosciugato le energie (e la pazienza) di Prandelli e dei compagni. Regole infrante, polemiche e un dubbio: Supermario è indispensabile?

Giovanni Capuano

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Per il momento non sono nemmeno crepe, ma semplici spifferi. Un po' di irritazione mista a quella che il ct Prandelli ha chiamato talvolta sana "incazzatura" per un rapporto difficile e che con il passare dei mesi sembra complicarsi invece che risolversi e che comincia a lasciare inevasa una domanda: questo Balotelli è indispensabile per l'Italia che progetta il Mondiale brasiliano? La sua presenza è più utile o dannosa? Nulla di ufficiale, per carità, ma la somma dei dieci giorni di ritiro in azzurro dell'attaccante milanista che ha attirato su di sé quasi tutta l'attenzione mediatica facendo più danni che altro all'immagine della nazionale e alla tranquillità del gruppo.

Che qualcosa stia cambiando appare evidente anche leggendo tra le righe delle parole di compagni e staff. Il primo è stato Chiellini, che non ha troppo gradito il continuo rimando all'ItalBalo: "Questa è e sarà sempre l'Italia di Balotelli, anche se è possibile giocare senza di lui". Poi è toccato a Prandelli chiarire che la sua frase sul "Mondiale impensabile senza Balotelli" era riferita alla certezza o meno di una sua convocazione e non all'impossibilità di affrontarlo privi di Supermario. Poi Abete ("Pressione mediatica eccessiva, ma deve crescere") e infine ancora Prandelli: "Ci sono state esagerazioni, ma ogni tanto Mario se le va a cercare".

Il succo è che in dieci giorni il ct ha passato quasi più tempo a smussare angoli e chiarire polemiche che in campo a disegnare le squadre anti-Danimarca e anti-Armenia. Tutti dietro a Balotelli per difenderlo, blandirlo, interpretarlo, giustificarlo e anche un po' punirlo. Cambiando norme e regole, sfiorando a volte il ridicolo e rischiando anche, perché Mario non è nemmeno stato bene eppure è rimasto in ritiro a differenza di De Rossi, ad esempio, tornato a casa con piena soddisfazione della Roma mentre il Milan incrocia le dita che tutto vada per il verso giusto.

Si può andare avanti così? Prandelli aveva puntato molto sul codice etico e lo ha dovuto in pratica sconfessare per evitare a Balotelli l'ennesima bocciatura dopo le ingiurie e minacce a Banti. Poi lo ha visto "inciampare in una zolla" (racconto di Chiellini), prendere un virus gastrointestinale e chiedere di essere rispedito a Milanello e ottenere come risposta un fermo 'No' che ha indispettito Balotelli e sfibrato la pazienza del ct. Quindi il volo in Danimarca, l'assenza allo stadio di Copenaghen (giustificata), altre voci e altre polemiche mentre Supermario inondava di tweet innamorati la rete.

Finito qui? Nemmeno per sogno. Ritorno in Italia, titolo della Gazzetta che lo invita a diventare testimonial anti-camorra e altra rispostaccia via Twitter con successivo dibattito nazionale (molti contro e pochissime voci a favore) quando in realtà il messaggio del più importante quotidiano sportivo italiano, molto vicino alle cose della Figc, era un po' più complesso e ultimativo, del tipo: 'Caro Mario, sta per passare l'ultimo treno, o ci sali oppure rischi di fare la fine di un Cassano qualsiasi...'.

Poi la manata maleducata al cameraman all'arrivo alla stazione di Napoli, l'irritazione della Figc e l'ennesimo predicozzo di Prandelli, le scuse mai arrivate e la sensazione di insopportabile pesantezza di un clima che avrebbe potuto e dovuto essere di festa visto che l'Italia affronta la passerella al San Paolo da qualificata e con l'unico assillo di cercare la vittoria per garantirsi un posto da testa di serie in Brasile. E invece no. Tutti a chiedersi quale sarà l'accoglienza per Balotelli e per gli azzurri (non solo per Mario a dire la verità) e a radiografare ogni suo movimento dimenticando gli altri 28 convocati da Prandelli.

I quali hanno convissuto nel bunker loro malgrado e finalmente al liberi tutti potranno tornare alle rispettive società a disintossicarsi. Ne vale la pena? Difficile che Prandelli faccia a meno di Balotelli a dieci mesi dal Mondiale, ma va anche detto che i numeri dell'attaccante non sono da leader azzurro: 26 presenze sulle 47 da ct del tecnico di Orzinuovi che lo ha portato in nazionale, 11 gol fatti con la semifinale di Euro2012 come apice massimo.

In Brasile ci sarà, poi toccherà al prossimo commissario tecnico decidere e il candidato numero uno, Massimiliano Allegri, lo ha già avvisato durante lo sfogo post-squalifica contro il Napoli, ricordandogli il valore della maglia azzurra e l'importanza di essere sempre e comunque esempio per giovani e tifosi. Se ne riparla da luglio, insomma. Intanto, per affrontare l'emergenza Balotelli, la Figc varerà il divieto di utilizzo dei social network durante il periodo del Mondiale. Ovviamente il problema è l'incontinenza di Balotelli, non gli altri 28. Lui che a giugno, nel cuore della notte, dal ritiro della Confederations invece di dormire giocava alla Playstation e twittava al mondo intero...

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