Calcio

Balotelli è pronto al riscatto, lo psichiatra: "E' guarito, riportatelo in Italia"

Il dottor Michele Cucchi ha analizzato la situazione dell'attaccante e tracciato la via per ripartire: "Un club di Serie A deve credere in lui"

Liverpool FC vs Tottenham Hotspur FC

Matteo Politanò

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Dove è finito Mario Balotelli? La carriera dell'attaccante azzurro vive un crollo verticale che sembra inarrestabile. Il Liverpool lo ha messo fuori rosa dopo una stagione disastrosa e tutti sembrano essersi dimenticati di Supermario, una punta che a 25 anni fatica a trovare una sistemazione. Lo psichiatra Michele Cucchi, Direttore Sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano, ha preso in esame la recente carriera del giocatore analizzandone aspetti emotivi e caratteriali. Il risultato degli studi suona come un appello: “Riportatelo in Serie A, affiancategli un mentore che crede in lui e tornerà ad essere il bomber decisivo che tutti conosciamo”.

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Come si può vedere dal grafico di Transfermarkt.de il valore di mercato di Balotelli è crollato inesorabilmente dai 30 milioni del 2012 ai poco più di 10 milioni di euro attuali. Gli ultimi mesi, sia come atleta, sia come uomo, sono stati difficili sotto tutti i punti di vista e rischiano di mettere a repentaglio la brillante carriera del giovane attaccante. Secondo il dotto Michele Cucchi è però arrivato il momento del riscatto: “La vita è fatta di salite e discese, quello che è certo è che sempre, dopo una salita, arriva una discesa. A volte le salite sono lunghe, a volte sono così ripide che quasi ci fanno cadere per terra ma, alla fine, arriva la discesa. La salita di Balotelli è durata molto, soprattutto perchè non gli è riuscito di capire che non era colpa dell'arbitro, non era il mister ad avercela con lui: era la sua salita, la sua opportunità di crescere. Ora però è pronto, la grande sofferenze che si legge nei suoi occhi va trasformata in energia positiva e in cattiveria agonistica. Per Balotelli è arrivato il momento di decidere come diventare un campione”.


Secondo lo psichiatra la ricetta sarebbe affiancare al giocatore una figura di riferimento, una personalità capace di valorizzarlo: “La mossa decisiva per far tornare Mario ai suoi livelli è affiancargli un vero e proprio mentore, colui che ti fa guardare oltre dove arrivano i tuoi occhi, dandoti gli strumenti per ampliare gli orizzonti. Una figura professionale capace di limare i tratti caratteriali più disfunzionali, come impulsività e scarsa empatia. Si tratta infatti di un ragazzo che ha subito un'adolescenza tardiva e, ora, sta per diventare maturo e responsabile. E' difficile pensare che il suo quadro, dal punto di vista clinico, possa essere inserito sotto un'etichetta diagnostica, piuttosto si tratta di un deficit di competenza, una scarsa intelligenza emotiva. Va allenato non solo in campo ma anche alle relazioni, alla comprensione di sè e delle proprie emozioni ed alla gestione dei propri progetti. Non ha bisogno di una figura paterna, ma di un professionista che sappia affascinarlo con carisma e leadership, che sappia esaltare la sua autodeterminazione, rimanendo però nella dimensione dell'umiltà. Ha bisogno di parlare e affidarsi, non può lottare da solo”. 

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