ANALISI - Ma le statistiche bocciano ancora Balotelli...

... ha segnato contro l'Inghilterra, però continua a giocare troppo lontano dalla porta. Prandelli e i compagni gli chiedono di più - Lo speciale Brasile 2014

Mario Balotelli – Credits: Ansa

Giovanni Capuano

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Nella pancia dell'Arena Amazonia di Manaus c'era un uomo felice, che godeva per il ritorno sul palcoscenico, circondato da compagni e tecnici altrettanto soddisfatti ma allo stesso tempo decisi nel ricordargli quanto il destino dell'Italia in questo Mondiale dipenda anche (se non soprattutto) dalle sue giocate. Mario Balotelli si è ripreso le prime pagine dei giornali, ma Prandelli e gli altri vogliono di più. Non basta la capocciata che ha battuto Hart e coronato una partita più che sufficiente. Non basta perché Balotelli deve giocare in maniera diversa da quanto fatto a Manaus e rendersi così complementare con le idee tattiche del ct e con le aspettative di chi si spolmona per metterlo in condizione di colpire. Solo partendo da questo presupposto si possono interpretare le parole di Prandelli ("Gli ho detto che può e deve fare meglio") e De Rossi ("Abbiamo bisogno che faccia i movimenti giusti. Deve convincersi che sarebbe devastante"). Non una critica, ma un incitamento.

L'analisi dei numeri e dei flussi di gioco della sfida contro l'Inghilterra conferma la sensazione avuta in campo dagli azzurri. Balotelli non si è risparmiato e il suo apporto è stato positivo: 7.591 metri percorsi di cui 3.691 in possesso palla e gli altri in movimenti per creare spazi o aiutare la prima fase di recupero palla. Ha corso e tirato in porta con pericolosità e convinzione, mettendo in luce quella cattiveria agonistica che Prandelli gli aveva chiesto alla vigilia, forse dopo averlo visto un po' svagato negli ultimi allenamenti a Mangaratiba. Però rimane il problema di fondo e cioè che Balotelli continua a stare troppo poco in area di rigore per essere quel centravanti che l'Italia e il Milan vogliono.

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Secondo le statistiche pubblicate dal sito della Fifa , Balotelli ha trascorso nella metà campo avversaria il 37% dei 74 minuti e 40 secondi concessigli da Prandelli prima della sostituzione. Dato nella media, mentre è ancora troppo basso quello dei tempo passato all'interno dell'area di rigore: 9%. Per intenderci, analizzando le prime gare di questo Mondiale si scopre che alla stessa voce hanno percentuali nettamente superiori tutti gli altri attaccanti chiamati a fare da punto di riferimento per le rispettive squadre. Qualche esempio? 20% Fred con il Brasile, 18% Benzema con la Francia, 13% e 12% gli inglesi Rooney e Sturridge, 11% Diego Costa nella rivoluzione della Spagna e 10% Drogba (che però ha giocato solo uno spezzone di partita). Gli attaccanti programmati per fare gol e tenere alta la squadra dandole profondità fanno, insomma, un gioco diverso.

Contro la Costa Rica ci sarà una nuova chance per Balotelli che, perplessità tattiche a parte, ha comunque riconquistato la fiducia di Prandelli. Appare sereno e motivato ed è piaciuto anche il modo con cui ha vissuto le tensioni della vigilia e gestito il dopo partita (ditino sulla bocca a parte). Il ct i compagni sono convinti che basti poco perché si convinca pienamente di quello che può fare occupando il giusto spazio in campo. Non dispiacerebbe nemmeno al Milan, che lo ha messo sul mercato ma, qualora non arrivasse l'offerta attesa, si ritroverebbe un giocatore diverso da quello dell'ultima stagione.

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