Balomania anche in azzurro. A chi assomiglia la coppia con El Shaarawy?

Per Prandelli sono unici. E li lancia titolari contro l'Olanda pensando al Mondiale

El Shaarawy e Balotelli in allenamento a Coverciano – Credits: Ansa

Giovanni Capuano

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Insieme finora hanno giocato solo 163 minuti più recupero. Hanno segnato 3 gol (due Balotelli nella notte del debutto in rossonero e uno El Shaarawy contro la Francia), vinto e perso in egual misura. Eppure è così tanto Balotelli-mania che anche la seconda in azzurro della coppia delle creste contro l'Olanda provoca attese e curiosità. E' una coppa speciale? Sarà l'attacco del futuro per Prandelli e anche oltre? Quali tandem del passato ricorda?

Suggestioni anche esagerate per due che insieme fanno 42 anni e devono ancora dimostrare tutto. Però basta ricordare che da quasi mezzo secolo l'Italia non si affidava a due ragazzi così per giustifica ogni paragone. L'ultima volta è stata nel giugno 1968 e anche lì c'era un pezzo di Milan: Pierino Prati insieme a Pietro Anastasi per un totale di 41 anni e 7 mesi. Entrambi destinati a una grande carriera.

Prima ancora Enzo Pascutti (Bologna) e Bruno Nicolè (Juventus): 40 anni e un mese per l'amichevole contro la Francia del novembre 1958. Questi sono i dati statistici. La suggestione, invece, sta nel cercare una coppia del passato cui Balotelli ed El Shaarawy possano assomigliare. Prandelli ha scelto di non votare: "Non è facile trovare una seconda punta come El Shaarawy. Non ricordo un altro come lui, e come Insigne: giocatori che hanno le due fasi e sono efficaci nel finalizzare. Per anni le difese sono state predominanti ora ci sono gli attaccanti moderni. Il calcio è in evoluzione".

Altri provano ad accostarli anche se i paragoni sono difficili. Più forti loro (potenzialmente) oppure Totti-Toni che, insieme agli altri, ci portarono al Mondiale 2006? O, ancora, Rossi-Graziani della stagione 1978-1982, Baggio-Schillaci (Italia '90), Vialli-Mancini (Baggio) della fine degli anni Ottanta sino a risalire a Boninsegna-Riva della fantastica avventura in Messico nel 1970?

Discorsi che al momento non si possono fare, ma che testimoniano l'impatto che il ritorno in Italia di Balotelli proprio in coppia con El Shaarawy, ha avuto. Di sicuro è una fortuna per Prandelli che potrà vederli crescere ogni giorno nel laboratorio di Milanello. Poi toccherà a loro trovare spazi e modi di convivenza. El Shaarawy giura che non sarà un problema: "Tra di noi c'è un feeling naturale e in campo ci dividiamo i compiti senza alcun problema. Mario è più tecnico, ci dà qualità e forza, io sono più rapido, mi piace stare largo e partire da sinistra".

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