Calcio

Baldissoni e la polemica su Strootman squalificato: nessun sospetto di complotto

Dopo la bufera per le parole del dg della Roma si lavora sul ricorso. E a smorzare gli animi in vista di un dicembre pieno di scontri diretti

Stadio Roma: Baldissoni, vedremo se da fare qualche modifica

Giovanni Capuano

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Non un attacco alla credibilità del campionato, ma solo la considerazione risentita di una squalifica che colpisce la Roma in un momento importante della stagione e in un reparto già privo di un giocatore. Il giorno dopo la bufera sollevata dalle parole del direttore generale, Mauro Baldissoni, incassato lo stop di due giornate a Strootman con la prova tv ("... senso di profonda inquietudine perché stiamo per affrontare Milan e Juventus e, guarda caso, subiamo una squalifica assolutamente inattesa e inconcepibile"), la Roma prova a ripartire e si concentra sul ricorso.

Venerdì farà di tutto per cancellare la squalifica dell'olandese, dimostrando che non si è trattato di simulazione dopo la strattonata di Cataldi e che, in ogni caso, Banti e i suoi assistenti avevano già giudicato tutto in campo. Una sentenza che fa discutere perché segna un precedente importante e allarga i confini dell'applicazione della prova tv alla vigilia dell'introduzione della Var come aiuto all'arbitro.

Nessun interesse ad alimentare polemiche e sospetti

Che quelle parole potessero essere interpretate come un attacco al sistema era chiaro. La frase si presta certamente a una lettura maligna e così, a mente fredda, il tentativo è quello di ricondurla nel sentiero delle intenzioni della dirigenza della Roma. Arrabbiata per la squalifica, ma non perché frutto di un presunto disegno per favorire Milan e Juventus, bensì perché ritenuta ingiusta e conseguenza di una decisione che farà giurispudenza, presa sulla pelle del club e con nessun precedente simile.

E' possibile che Baldissoni sia chiamato a rispondere di quel passaggio davanti alla giustizia sportiva. Chiarirà anche in quella sede. Di sicuro c'è il tentativo della Roma di tenere bassi i toni come fatto anche per la vicenda Lulic quando, da parte offesa, la società ha provato a stemperare senza rilanciare. Un atteggiamento che magari non paga immediatamente davanti a una piazza già in contestazione, ma che mira a seminare per il futuro e per favorire la crescita dell'ambiente. Anche per questo il capitolo Strootman va chiuso in fretta, con il ricorso ed entrando nel merito senza digressioni su altri piani.

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