Calcio

Follia a Madrid: Turan tira una scarpa al guardalinee

In Copa del Rey passa il Barcellona tra mille polemiche: espulsi, liti e Ansaldi fermato dalla polizia

Neymar-barcellona

Giovanni Capuano

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Notte folle al Vicente Calderon, che qualifica il Barcellona alle semifinali della Copa del Rey (3-2 dopo il successo di misura all'andata), ma che verrà ricordata soprattutto per il gesto di Arda Turan. Il centrocampista, in piena trance agonistica, perde uno scarpino per un contrastodi gioco e poi, una volta raccolto l'attrezzo di gioco, lo lancia verso l'assistente del direttore di gara. Besaglio solo sfiorato (per fortuna) e cartellino giallo, ennesimo errore di una gara che l'arbitro Gil Manzano non ricorderà certamente come una delle migliori mai dirette. Arda Turan rischia tantissimo per un gesto inconsulto e non giustificabile nemmeno con la tensione di una sfida che valeva la qualificazione e mezza Copa del Rey, essendo già stato eliminato il Real Madrid.

Follia di Arda Turan a parte, il Barcellona ha vinto una gara piena di adrenalina e pathos. E' tornato al gol Fernando Torres e lo ha fatto con un piccolo capolavoro dopo un minuto di gioco: controllo perfetto al limite dell'area di rigore blaugrana e diagonale sul secondo palo imprendibile per Ter Stegen. Terza rete del Nino da quando è tornato all'Atletico e, curiosità, sempre al primo minuto della frazione di gioco. Era già capitato nel derby contro il Real all'inizio del primo e del secondo tempo. Poi, però, il Barcellona si è rimesso in piedi e ha trovato il pareggio con Neymar. Il solito Gil Manzano si è inventato un rigore pro-Atletico (fallo nettamente fuori area) illudendo di nuovo il Calderon, capitolato solo per l'autorete di Miranda e la doppietta di Neymar prima dell'intervallo.

Tutto si è deciso in 45 minuti di rara intensità e divertimento. Una mattanza che spedisce il Barcellona in semifinale tra mille polemiche, con la squadra di Simeone che ha chiuso in nove uomini per le espulsioni di Gabi (nel tunnel all'intervallo per proteste) e Mario Suarez. Prima della partita disavventura per il difensore Ansaldi, finito in guardina perché non riconosciuto da un agente di polizia. Voleva avvicinarsi allo stadio in auto, è stato bloccato e avrebbe chiuso il braccio del poliziotto nella portiera: fermato.

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