Calcio

Antonio Cassano: "Il calcio mi manca da morire ma ho detto no al Bari"

Dalle Maldive, dove è in vacanza con la moglie Carolina, il fantasista torna a parlare di passato e futuro

Matteo Politanò

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Il caldo e il mare delle Maldive non bastano per non pensare a quello che è stato il lavoro di una vita. Antonio Cassano è tornato a parlare dopo il funesto addio al Parma che lo ha costretto a chiudere in anticipo la stagione 2014/2015. Uno stop che rischia però di diventare definitivo tra voci su un addio al calcio giocato e speranze di rivedere in campo uno dei calciatori italiani più talentuosi degli ultimi 20 anni. 

 

"Senza calcio sto male, mi manca tanto, da morire''. Per la prima volta il fantasista ha deciso di staccare la spina partendo per le Maldive solo in compagnia della compagna Carolina Marcialis. ''Mi manca lo spogliatoio, gli allenamenti, il 'cazzeggio' con i colleghi dalla mattina alla sera. E poi non sento piu' l'adrenalina. Ma doveva andare così. Adesso mi godo la famiglia in santa pace: è il mio punto fermo. Carolina e io siamo sposati da cinque anni e questa è la prima vacanza che ci concediamo da soli senza i nostri figli. La prima e l'ultima però perchè i nostri figli ci mancano da morire''.

L'ex numero 99 ha anche spiegato il suo rifiuto a vestire la maglia del Bari: ''Ho detto no per questioni familiari. Io vorrei ancora giocare, ma in futuro mi piacerebbe fare il direttore tecnico e gestire i rapporti tra società e squadra: con me pochi sgarrerebbero, perché se uno sbaglia lo riconosco subito. Comunque è difficile che nasca un altro Cassano. Ne ho combinate di cose positive... e negative. E poi chissà... Magari faremo un altro figlio. Ma per quello deve essere d'accordo Carolina, comanda lei''

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