Calcio

Antonino Pulvirenti tra Catania, match truccati e Wind Jet

Chi è l'ex-presidente del club etneo, tornato al centro della cronaca giudiziaria dopo la bufera calcioscommesse

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Matteo Politanò

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Prima dell'arresto per bancarotta fraudolenta in relazione al fallimento della compagnia aerea Wind Jet, Antonino Pulvirenti era già finito nella bufera nel giugno 2015 per l'ennesimo scandalo calcistico, accusato di aver avuto un ruolo di primo piano nel truccare alcuni match del Catania (di cui era presidente, prima di dimettersi conservando comunque la proprietà del club) per evitare una nuova retrocessione in Lega Pro alla fine del torneo 2014-2015 dopo quella della stagione precedente dalla Serie A alla B. Ma com'è arrivato Pulvirenti al vertice dell'imprenditoria e dello sport siciliani prima di finire al centro della cronaca giudiziaria? 

Un impero tra ristorazione e alberghi
Il suo impero è iniziato a Belpasso, in provincia di Catania, nell'ambito della distribuzione alimentare e l'ha portato a essere proprietario della holding UDA Finaria, con cui controlla il 100% del Catania Calcio dal 2004. A Pulvirenti appartiene anche il 99,9% della Meridi, società nata nel 1993 che controlla anche la Fortè, catena di hard discount molto presente in Sicilia, tre alberghi (dei quali due di lusso a Taormina) e la società di ristorazione Sorsy e Morsy con tre ristoranti a Palermo, Catania e Caltanissetta.

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Eletto imprenditore siciliano dell'anno nel 2006, dal 2011 Antonino Pulvirenti ha anche assunto la gestione dell'Etna Golf Resort di Castiglione di Sicilia, mentre non è andata bene la sua avventura alla guida di Wind Jet, la prima compagnia aerea italiana a basso costo nata nel 2003 per poi cessare le sue attività nell'agosto 2012.

Dal Catania dei record a quello delle indagini
Sul fronte calcistico, l'avventura con il Catania è iniziata come scritto sopra nel 2004, rilevato in serie B e portato nella massima serie al termine della stagione 2006, per poi rimanerci sino al Campionato 2013-2014: un vero e proprio record per il club etneo, che non aveva mai frequentato la serie A per così tanti tornei consecutivi. Poi la retrocessione in serie B, in cui la squadra di Pulvirenti ha fatto segnare nella stagione appena chiusa un 15mo posto e una salvezza in extremis che rischia ora di essere invalidata dalle indagini che hanno portato all'arresto ai domiciliari del n°1 del catania e di altri dirigenti del club.

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La querelle con Andrea Agnelli
Il 18 gennaio 2013, dopo aver ricevuto le chiavi della città di Catania per meriti in ambito sportivo, Antonino Pulvirenti è stato anche nominato consigliere federale della Figc e dopo soli tre giorni è finito al centro di una polemica con il presidente della Juventus Andrea Agnelli. "Pulvirenti non si vede in Lega da 10 anni", aveva detto il patron bianconero, con pronta replica del presidente etneo ai microfoni di Sky: "Agnelli è una zitella isterica", dichiarazione costata quindi il deferimento da parte della Procura federale.

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