Allegri e il Milan, storia finita: va alla Roma

Smentiscono tutti ma nel futuro avanza Seedorf. Il tecnico: "Parlerò con il presidente a fine stagione"

Max Allegri

Max Allegri è sulla panchina del Milan dall'estate 2010 – Credits: Ap Photo

Le ultime parole pronunciate da Barbara Berlusconi devono essergli suonate come un orpello inutile. "Ha lavorato bene e ha saputo superare tante difficoltà" ha detto la figlia del patron una settimana dopo l'ultima esternazione presidenziale, raccolta dal solito compagno di partito, nella quale papà Silvio invece addossava sulle spalle di Allegri i risultati di questa stagione evidentemente non in linea con le attese del padrone.

Max Allegri se ne va. A fine stagione lascia Milanello e, secondo l'autorevole indiscrezione firmata dal Corriere della Sera, si trasferisce alla Roma per sposare in pieno il progetto di Baldini e Sabatini. Per lui è pronto (ed è stato accettato) un contratto inizialmente triennale su cifre abbastanza simili ai 2,4 milioni di euro netti percepiti al Milan e che gli erano stati garantiti fino al 30 giugno 2014 dal rinnovo siglato nel gennaio 2012 poche ore dopo l'intreccio Pato-Tevez sfumato per volontà di Berlusconi.

Immediata la smentita di Milan, Roma e, in aggiunta, anche quella dell'Inter che, nella ricostruzione giornalistica, lo aveva contattato ricevendone un rifiuto. Il momento è delicato e la volata per la Champions League non ancora decisa. La squadra è dalla sua parte e il calendario favorevole ai rossoneri, però tutto questo non è bastato a Berlusconi che in questi ultimi mesi ha più volte dedicato pensieri poco gentili al suo tecnico. Dal celebre "no el capisse un casso..." di febbraio, al "resterà ancora? Avanti con la domanda di riserva..." pronunciato nella stessa intervista in cui aveva definito Balotelli mela marcia.

E Allegri? Ecco il suo pensiero: "Sono illazioni che non destabilizzano we non ho bisogno di aggiungere la mia smentita a quelle ufficiali. Mi spiace quando leggo che avrei firmato con la Roma perchè credo di essere una persona onesta e rispettosa verso il mio datore di lavoro. Sde ci dovesse essere qualcosa il primo a saperlo sarà il mio presidente insieme all'amministratore delegato":

Un fiume in piena senza, però, chiarire il futuro: "Ne parlerò a fine campionato con il presidente e con Galliani. Terzo posto decisivo? Non penso a cosa può accadere perché adesso lo sforzo comune è per raggiungere l'obiettivo. L'ultima parola spetta al presidente e la diversità di vedute non conferma il fatto che io non vada d'accordo con lui. In tre anni ho avuto un ottimo rapporto con Berlusconi".

Galliani lo ha difeso fino all'ultimo a parole e nei fatti, compreso il momento più buio a novembre dopo la sconfitta casalinga contro la Fiorentina che aveva reso il tecnico un esonerato 'in pectore'. Ora dovrà arrendersi e guidare Berlusconi nella scelta del futuro allenatore. Chi? Seedorf è il preferito ad Arcore e questo lo mette in pole position assoluta. Donadoni ha il pedigree giusto ma nell'elenco ci sono anche Van Basten, Van Bommel e i soliti nomi: milanisti e con (almeno) un minimo di esperienza in panchina. Ha fatto bene Berlusconi? Questa volta potrebbe essersi sbagliato. Ecco perché:

1 - Allegri ha fatto un miracolo assecondando le politiche della società. La scorsa estate ha visto smantellata la squadra (Ibra e Thiago Silva), ha messo insieme i cocci e dopo un inizio difficile l'ha riportata sulla linea dell'unico vero obiettivo stagionale: l'accesso alla Champion League. Impossibile chiedergli di più.

2 - Ha liberato Milanello dal gruppo storico. Ed è un merito più che la colpa che Berlusconi gli addebita perché la politica del Milan era cambiare corso e Allegri ha semplicemente incarnato la parte del 'tagliatore di teste'. Inutile quindi sottolineare i cattivi rapporti tra il tecnico e i vari Pirlo, Seedorf, Inzaghi e compagnia. Doveva tagliare, difficile gli sorridessero.

3 - La squadra è con lui. Compatta. Lo ha dimostrato a parole in queste ultime settimane e con i fatti in un inverno corso a cento all'ora fidandosi delle indicazioni del suo allenatore. Solo a novembre c'è stato il sospetto che qualcuno remasse contro, ma la protezione di Galliani è stata sufficiente a mettere subito le cose in chiaro.

4 - Il futuro è un'incognita inaccettabile. Se davvero l'erede di Allegri sarà Seedorf o un ex giocatore che ha al massimo sfiorato qualche panchina, il salto nel buio sarà estremamente rischioso. Il Milan della prossima stagione sarà certamente competitivo, ma allo stesso modo lo saranno Juventus, Napoli, Fiorentina, Roma e Inter. I posti per la Champions sono sempre e solo tre. Sbagliare avvio è perdonabile una volta e sarebbe diabolico ripetersi.

5 - Berlusconi ha destabilizzato il Milan nel momento decisivo della stagione. Lo hanno ammesso anche i giocatori in queste settimane. Critiche e voci non hanno fatto bene allo spogliatoio alle prese con una naturale flessione dopo quattro mesi a ritmo scudetto. Cosa succederà nell'ultimo tratto di campionato? Capirà il pubblico di San Siro una scelta che oggi non condivide?

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