Calcio

Allegri Panchina d'Oro, ma i tecnici dimenticano Donadoni

Il quasi Triplete della Juve vale al livornese il riconoscimento davanti a Pioli e Sarri. Panchina d'argento per Stellone

Panchine d'oro e d'argento - Italian Football Federation Award Ceremony

Giovanni Capuano

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Il quasi Triplete della passata stagione - campionato, Coppa Italia e finale di Champions League persa a Berlino - è valso a Massimiliano Allegri il premio più prestigioso per gli allenatori italiani. A giudicarlo il miglior tecnico per il 2014-2015 sono stati gli stessi colleghi di serie A e serie B che gli hanno consegnato la 'Panchina d'Oro': 27 voti sui 51 a disposizione. Quasi un plebiscito.

Alle spalle di Allegri si sono piazzati Stefano Pioli, tecnico della Lazio che ha sfiorato la qualificazione ai preliminari della Champions League venendo beffata proprio sul filo di lana dalla Roma, e Maurizio Sarri, lanciato dal bel campionato con l'Empoli che lo ha poi portato alla guida del Napoli. Non dovrebbe essdere così, ma di sicuro avrà pesato anche la straordinaria stagione che stanno facendo i partenopei, in lotta con la Juventus per lo scudetto.

Per Allegri è la seconda Panchina d'Oro

Allegri aveva già conquistato il prezioso riconoscimento nella stagione 2009-2010 quando era sulla panchina del Cagliari che aveva iniziato malissimo il campionato (un solo punto nelle prime 5 giornate) e poi si era riscattato salvandosi con largo anticipo e chiudendo al 16° posto. Allora la nomina era stata accompagnata da qualche polemica, perchè aveva negato il premio a Jose Mourinho campione d'Italia con l'Inter. Oggi non c'è stata nessuna discussione.

La Panchina d'Argento per il miglior tecnico della serie B dell'anno scorso è andata a Stellone, protagonista della cavalcata magica del Frosinone. Dietro di lui Castori che con il Carpi ha compiuto la stessa impresa. Mai come questa volta sarebbe servito un premio ex-aequo. 

Donadoni il grande dimenticato

Di sicuro sarebbe stato utile anche un riconoscimento - seppur non ufficiale - per Roberto Donadoni. L'impresa di arrivare in fondo alla passata stagione con il Parma fallito virtualmente a febbraio e senza società alle spalle, non è stata evidentemente valorizzata a sufficienza dai colleghi dell'attuale allenatore del Bologna. Eppure gran parte del merito va proprio a Donadoni, capace di tenere insieme un ambiente imploso su se stesso e sulle proprie difficoltà e di prendersi anche qualche soddisfazione come i successi su Inter e Juventus e il pareggio con il Napoli.

Una dimostrazione di grande professionalità e serietà che non ha lasciato insensibile la Federazione, tanto che il nome di Donadoni è in alto nella lista dei pretendenti la panchina di Conte dopo l'Europeo. Non il favorito, ma un profilo che piace proprio per l'approccio al lavoro. La straordinaria cavalcata con il Bologna in questo campionato non ha fatto altro che confermare il valore del tecnico, già alla guida della nazionale nel biennio 2006-2008 con risultati dignitosi. Meriti che non gli sono valsi nemmeno una nomination sul podio della Panchina d'Oro.

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