Calcio

Allegri e le undici partite da ricordare della sua Juventus

Chi dice che non sa dare spettacolo, dimentica Dortmund. Il derby della rinascita, Berlino, Evra, la vendetta di Higuain e altre storie

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Giovanni Capuano

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In cinque stagioni sulla panchina della Juventus di partite, Massimiliano Allegri, ne ha contate la bellezza di 271. Più di così non poteva fare. Anzi, no. Per essere perfetto ne avrebbe dovute giocare 285 contanto quelle di Champions League (11) e Coppa Italia (3) saltate per le rare eliminazioni. Col massimo della pignoleria al conto virtuale si potrebbero aggiungere anche le Supercoppe e i Mondiali per Club virtuali perché mai raggiunti.

Comunque la si giri, l'esperienza di Allegri in bianconero ha numeri impressionanti. Un ciclo segnato da grandi vittorie e fragorose sconfitte, non necessariamente da dimenticare. La Juve di Allegri ha vinto e perso in maniera asimmetrica, anche se nella testa e nel cuore dei tifosi rischiano di restare più le delusioni che le gioie.

E' la condanna di chi ha abituato troppo bene la sua gente. Eppure, se si vuole provare a individuare le dieci partite (più una) della Juventus allegriana è impossibile escluderne alcune in cui Max e i suoi sono usciti a capo chino. Perché c'è storia e gloria da raccontare anche dietro a una sconfitta. Che qualche volta non rappresenta altro che un traguardo parziale raggiunto.

 

Eccole, le undici partite selezionate. Con un'avvertenza per chi legge: il criterio di scelta è assolutamente soggettivo, un misto tra valore estetico, peso specifico e intrecci umani. Per queste undici, ce ne sono almeno altre cento che avrebbero meritato una citazione a partire dalla finale di Cardiff che, invece, resta fuori. E anche questo dice molto del livello cui Allegri ha abituato la sua Juventus.

BORUSSIA DORTMUND-JUVENTUS 0-3 (18 marzo 2015) - Ottavi di finale, gara di ritorno, sulla strada che porterà a Berlino. La vittoria dell'andata (2-1) non garantisce nulla e la Juventus si trova su un terreno inesplorato perché da troppo tempo ha perso confidenza con l'Europa che conta. Tevez e Morata costruiscono una partita mostruosa: è la prima, vera, Juve europea di Allegri affrancata dal ricordo di Conte. Più indimenticabile questa della semifinale con il Real...

BARCELLONA-JUVENTUS 3-1 (6 giugno 2015) - Ma come? Una sconfitta in finale nell'elenco dei ricordi da tenere? Certo. Perché per una ventina di minuti a Berlino la Juventus accarezza il Paradiso. Più lì che a Cardiff, per giudizio di chi ha assistito a entrambe le sfide. Il Barcellona trema, poi si prende la Champions League chiudendo l'era di Pirlo, Vidal e Tevez. E se Cakir avesse avuto il coraggio di fischiare quel rigore...

JUVENTUS-TORINO 2-1 (31 ottobre 2015) - La settimana prima la Juventus è crollata col Sassuolo e per tutti ha già bruciato le chance scudetto in una partenza post-Berlino da incubo. E' già finito il grande ciclo? Il derby è come tutti i derby: brutto, difficile e aggrovigliato. Segna Pogba, pareggia Bovo. A una manciata minuti dalla fine Allegri toglie Dybala e mette Alex Sandro. Fischi. Ma il brasiliano al 93' mette l'assist per la scivolata di Cuadrado che spezza l'incantesimo. La prima di 15 vittorie di fila, l'ultima sarà l'1-0 sul Napoli con gol di Zaza. Il gol scudetto.

BAYERN MONACO-JUVENTUS 4-2 (16 marzo 2016) - "Spazza, spazza...". No. Evra non Spazza e Muller porta la sfida ai supplementari dopo 70 minuti giocati in maniera divina sul campo di una squadra considerata tra le più forti in Europa. Allegri vede svanire una grande impresa ed è criticato per aver tolto Morata, ma la serata racconta di un'ulteriore crescita della Juventus a livello europeo.

JUVENTUS-LAZIO 2-0 (22 gennaio 2017) - Reduce da una sconfitta a Firenze, Allegri lancia la Juve con dentro tutti gli attaccanti: Cuadrado, Dybala e Mandzukic alle spalle di Higuain. E' il debutto del modulo che porterà alla finale di Cardiff. Sembra un'azzardo, Max non lo dice subito, ma in realtà è il progetto al quale ha lavorato da inizio stagione e che non abbandonerà più. L'uomo simbolo è Mandzukic. Solo Allegri si ricorda dei suoi trascorsi da esterno...

JUVENTUS-BARCELLONA 3-0 (11 aprile 2017) - La notte in cui Dybala immagina di poter essere Messi. Non è così, ovviamente, però la prestazione sua e della squadra è scintillante e messa insieme al ritorno del Camp Nou gestito quasi senza sofferenza (zero gol incassati in 180' contro chi ne aveva appena rifilati 6 al Psg) insinua l'idea di poter arrivare da favoriti al rendez-vouz di Cardiff. Ma quella è tutta un'altra storia...

NAPOLI-JUVENTUS 0-1 (1 dicembre 2017) - Sarri è partito sparato e arriva con 4 punti di vantaggio allo scontro diretto. La decide Higuain con un contropiede chirurgico condito da un'esultanza polemica verso il nemico De Laurentiis. Il Napoli domina nel possesso palla (66%) e nei tiri verso la porta di Buffon (21) ma non sfonda. Una vittoria allegriana, di quelle che piacciono a lui e meno ai critici. Nei fatti, sono punti determinanti nella lunghissima volata scudetto.

REAL MADRID-JUVENTUS 1-3 (11 aprile 2018) - Passerà alla storia come la notte di Buffon e Oliver, dei fruttini e dell'insensibilità di un arbitro che ha fatto solo il suo dovere. Ed è un peccato, percHè la prestazione della Juventus al Bernabeu partendo da un disperante 0-3 dell'andata è forse la migliore in assoluto della Juve di Allegri. Semplicemente perfetta, tranne che in quella copertura finale che lascia Benatia da solo in mezzo all'area di rigore...

INTER-JUVENTUS 2-3 (28 aprile 2018) - Questa volta il finale è dolce per la Vecchia Signora, dopo aver rischiato di perdere partita e scudetto. La decide un gol di Higuain, che poi sarà scaricato, all'ultimo minuto. Il Napoli si affloscia davanti alla tv e il giorno dopo crolla a Firenze dopo aver sognato lo scudetto. Resterà alle cronache la mancata espulsione di Pjanic che accende di polemiche il calcio italiano. La realtà è che è il trionfo di Allegri che da settimane aveva segnato sul calendario questa data come decisiva.

JUVENTUS-MILAN 4-0 (9 maggio 2018) - La finale di Coppa Italia stravinta contro il Milan di Gattuso. Ci mette del suo Donnarumma, che vive la sua notte peggiore, ma la superiorità bianconera è indiscutibile. Allegri contro il vecchio guerriero del suo Milan col quale non sempre le cose sono filate senza problemi. Alla fine una carezza di consolazione sigilla la notte dell'Olimpico.

JUVENTUS-ATLETICO MADRID 3-0 (12 marzo 2019) - D'accordo, la tripletta di Ronaldo e la sua esultanza scomposta a fine partita si prendono tutta la scena. Ma è anche la partita che Allegri prepara per ventuno giorni sognando come ribaltarla dopo la più brutta della sua esperienza juventina in Europa. Anche questa volta c'è l'allegrata che spiazza Simeone, con Emre Can arretrato e due esterni che spingono come fossero ali. Atletico travolto, ma si tratta solo di un'illusione,

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