Giovanni Capuano

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La Juventus si rialza, batte la Lazio e rimette spazio tra sè e le inseguitrici. Allegri osa, vince e cancella le critiche che lo avevano inseguito dopo la caduta di Firenze e che lo avevano colpito nel segno. Tra lo sfogo della vigilia e il successo dello Stadium c'è la scelta - coraggiosa - di sparigliare le carte e togliere il freno a mano alla sua Juve, schierata per la prima volta con tutti i tenori in campo contemporaneamente.

Quasi una sfida per Max. Non vi piace la mia caccia al risultato, la ricerca dell'equilibrio e la parsimonia con cui gestisco la costruzione della squadra? Ecco la risposta: Pjanic a centrocampo al posto di Marchisio, Cuadrado-Dybala-Mandzukic messi alle spalle di Higuain. Tutto d'un fiato, quasi un azzardo da Rischiatutto. Cosa sarebbe accaduto se le cose fossero andate male? La domanda è desitnata a rimanere accademica perché la Juve ha vinto e convinto.

Spettacolo in attacco e lavoro in difesa: così i Fantastici 4 (più uno)

Per reggere il peso di una squadra così sbilanciata, Allegri ha dovuto prima di tutto lavorare sulla testa dei suoi. Ne è uscita una prestazione maiuscola, con tanta qualità davanti e la giusta ferocia nella fase difensiva. Qualche dato a conferma: nel primo tempo in cui i bianconeri hanno scavato la differenza con la Lazio, i suoi attaccanti hanno partecipato in maniera corale al recupero del pallone. Cuadrado (3 anticipi), Pjanic (4 tackle e 3 anticipi) e Mandzukic si sono segnalati in entrambe le fasi.

Equilibrio garantito dal sacrificio delle stelle e così è stato più semplice annichilire la Lazio che Inzaghi aveva disposto senza indugiare in tatticismi e timori eccessivi, col tridente allargato e Immobile a caccia di gloria. Ha perso il duello con Higuain, alla 14° rete in campionato (17° totale) regalando la 27° vittoria consecutiva allo Stadium e rimettendo a posto i conti con Roma e Napoli.

Reazione furiosa alla sconfitta: come le altre volte...

L'altro dato sta diventando una costante per la Juventus. Quattro volte è caduta in campionato e altrettante si è rialzata con una vittoria netta e convincente. Aveva asfaltato Cagliari (4-0), Sampdoria (4-1) e Atalanta (3-1) dopo i ko milanesi e di Marassi, ha riservato lo stesso trattamento alla Lazio dopo Firenze.

Con una caratteristica in più: l'approccio mentale mostruoso a caccia del riscatto. Dybala e Higuain l'hanno risolta in 17 minuti, così come Alex Sandro e Rugani avevano fatto con l'Atalanta (2 reti nei primi 19'), Mandzukic e Chiellini con la Sampdoria (9 minuti) e Rugani contro il Cagliari (14'). Segno che a guidare tutto è la testa, nel bene e nel male. Altro segnale importante nella domenica in cui Allegri si è messo alle spalle prudenze e critiche.

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