Calcio

Addio a Bruno Pesaola, il Napoli piange la sua bandiera

Giocò in azzurro dal 1952 al 1960 e tornò anche da allenatore per vincere la storica Coppa Italia del 1962. Si è spento a 89 anni

pesaola

Matteo Politanò

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Si è spento a 89 anni Bruno Pesaola, giocatore del Napoli dal 1952 al 1960, periodo in cui vestì anche la maglia della nazionale azzurra da oriundo. Da giocatore vanta 253 presenze (14esimo azzurro di sempre) da allenatore 306 panchine totali e 237 in campionato, ancor oggi  record assoluto. Nato a Buenos Aires, "El Petisso", così era soprannominato, ha anche allenato gli azzurri in quattro diversi periodi vincendo la Coppa Italia del 1962, l'unica mai conquistata nella storia del calcio italiano da una squadra di Serie B. Ha vinto il suo unico scudetto a Firenze nel 1969 e un'altra Coppa Italia a Bologna nel 1974.

Pesaola era celebre per il suo cappotto color cammello che indossava come portafortuna quando andava in panchina, dal quale non si separava mai e che continuava a mettersi addosso anche nel finale di stagione, quando si era ormai in primavera inoltrata. Sigaretta sempre in bocca e passione per la notte, un argentino che si è sempre sentito napoletano: "Sono nato a Buenos Aires per sbaglio", diceva. Pesaola si è spento all'ospedale Fatebenefratelli dove era stato ricoverato per problemi di circolazione. Sul sito della società campana il cordoglio in un messaggio emozionato: 

Il Presidente Aurelio De Laurentiis, i dirigenti, l’allenatore, lo staff tecnico, la squadra e tutta la SSC Napoli partecipano commossi al dolore della famiglia per la scomparsa del grande Bruno Pesaola, il mitico “Petisso” indimenticabile monumento della storia azzurra.

 
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