Calcio

I 5 top e i 5 flop della 17a giornata di serie A

Luca Toni ancora tra i migliori, nel derby spicca Kovacic. Zapata imbarazza i milanisti, Leto è l'emblema della crisi a Catania - Statistiche: tutti i rigori della serie A

(Getty Images)

I 5 TOP DELLA 17^ GIORNATA

Rodrigo Palacio (Inter) - Anche senza Diego Milito l'eroe nerazzurro resta un attaccante argentino. El Trenza risolve il derby di Milano con un gol a 5' dalla fine, un tacco alla Crespo che fa esplodere la curva Nord. Dal suo arrivo in Italia non aveva mai segnato al Milan, raggiunge quota 10 in stagione e si conferma l'attaccante più affidabile nella rosa di Mazzarri. Tra i suoi meriti c'è anche quello di aver regalato il primo sorriso a Thohir, il presidente non se lo dimenticherà.

Ciro Immobile (Torino) - L'ex punta del Genoa segna una doppietta decisiva contro il Chievo Verona salendo a quota 8 in classifica cannonieri e raggiungendo così il compagno di squadra Cerci. Dopo una stagione difficile in Liguria al secondo anno di serie A l'attaccante campano sta mostrando tutto il suo valore. Primo gol facile e secondo spettacolare, per il gioco di Ventura è un tassello fondamentale. 

Luca Toni (Verona) - Doppietta, gol di testa e di piede, sempre nel centro della manovra offensiva gialloblu. La sua posizione al centro dell'attacco è fondamentale per ogni movimento richiesto da Mandorlini e la difesa della Lazio non può che soccombere di fronte alla torre di Modena che firma il suo settimo centro stagionale e che nel finale di partita tenta anche la prodezza con un cucchiaio. Seconda giovinezza. 

Mateo Kovacic (Inter) - Il suo scarso impiego stava iniziando a diventare un caso ma nel derby di Milano il giovane numero 10 cambia il ritmo della partita. Grazie al suo gioco nello stretto e alla sua visione nei lanci l'Inter cambia passo nella ripresa ingabbiando il centrocampo del Milan. Il migliore in campo tra gli uomini di Mazzarri, da ieri inizia per lui una nuova stagione. 

Carlos Tevez (Juventus) - Sempre letale. Segna il suo 11° centro in campionato e consegna agli almanacchi la sua ennesima prova ben sopra la sufficienza. Già nel primo tempo, quando la Juventus va in difficoltà, è il primo a capire come va interpretata la partita. Indispensabile. 

I FLOP DELLA 17^ GIORNATA

Dario Dainelli (Chievo Verona) - Giornata da dimenticare per il centrale clivense. Con un errore gravissimo regala a Immobile la palla per il primo gol e anche sul 4-0 di Cerci c'è la sua responsabilità. Stop da dimenticare in fretta per ripartire perché la squadra di Corini è alla seconda sconfitta consecutiva e la zona calda torna a spaventare i progetti di Campedelli. 

Vladimir Petkovic (Lazio) - Che succede alla Lazio? Anche a Verona un nuovo crollo dei biancocelesti che mettono in mostra una difesa colabrodo, niente a che vedere con la scorsa stagione. Sul banco degli imputati sale per primo il tecnico serbo che ormai sembra solo in attesa di essere esonerato per poi accettare la panchina della Svizzera. I tifosi laziali sono i primi a storcere il naso: come può il gruppo lottare per vincere quando il primo ad arrendersi sembra proprio il suo timoniere?

Christian Zapata (Milan) - "Gli anni doro del grande Milan, gli anni di Zapata e di Costant". Lo striscione ironico apparso poche settimane fa non poteva descrivere al meglio la difficile situazione difensiva del Milan. Il colombiano provoca un rigore su Palacio già nel primo tempo ma Mazzoleni grazia i rossoneri. Sul gol dell'argentino è però troppo lento e sulla sconfitta rossonera pesano in maniera determinante le sue amnesie. 

Alessandro Gamberini (Genoa) - Da bolognese doc avrà forse pensato di fare un regalo alla squadra della sua città. Battute a parte è il peggiore in campo del Genoa al Dall'Ara, troppo falloso in mezzo al campo e spesso in ritardo. Condiziona il rendimento di tutto il reparto, una giornata da dimenticare. 

Sebastian Leto (Catania) - L'attaccante argentino è l'emblema di una stagione etnea che sta naufragando. Mai realmente pericoloso, non incide e non ferisce. Per lui solamente una rete in dodici partite. Pulvirenti lo aveva presentato come un grande acquisto "siamo riusciti a prenderlo battendo la concorrenza di tante squadre europee". Dopo metà campionato riesce davvero difficile crederci. 

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