I 5 top e i 5 flop della 6a giornata di serie A

La Roma di Rudi Garcia spazza via il Bologna e resta in vetta a punteggio pieno. Crolla la Sampdoria, bene Atalanta e Catania

Gervinho durante Roma - Bologna (Getty Images)

Matteo Politanò

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I TOP 5 DELLA SESTA GIORNATA

Rudi Garcia (Roma) - Il tecnico dei giallorossi finisce nuovamente in classifica top & flop dopo il 5-0 sul Bologna che porta la Roma prima a punteggio pieno. Il nuovo corso della Lupa sembra inarrestabile anche se va detto che finora il calendario è stato magnanimo. Il gioco c'è, i nuovi arrivi si sono inseriti bene e l'ex tecnico del Lille sembra aver capito sin da subito le mancanze della squadra. L'ambiente si è rigenerato, c'è fiducia nei mezzi e voglia di riscattare le ultime annate storte. La Roma guida meritatamente la serie A candidandosi come prima outsider per la vittoria dello scudetto. 

Mauro Icardi (Inter) - Il "bimbo" nerazzurro entra nuovamente in campo a partita in corso e segna dopo pochi minuti il suo secondo gol con la maglia nerazzurra. Mazzarri lo sta usa usando con parsimonia e il giovane argentino sa di poter conquistare il posto da titolare con pazienza e dedizione. Classe 1993 ha già collezionato 12 gol in serie A, forse il miglior colpo del mercato estivo per il club di via Durini. Con il proseguo del campionato può diventare ancor più decisivo. 

Gervinho (Roma) - L'ex esterno dell'Arsenal era stato punzecchiato nelle prime uscite per la sua scarsa vena realizzativa. "E' veloce e ha dribbling ma non vede la porta" dicevano in tanti. Gervinho ha risposto con tre gol nelle ultime due partite e la standing ovation del pubblico giallorosso. Garcia lo aveva avuto ai tempi del Lille ed era convinto delle sue capacità, la sintonia con Totti cresce e il presidente Pallotta gongola: dopo i gol di Benatia e Ljajic le certezze aumentano, quest'anno la Roma sembra non aver sbagliato un colpo. 

Goran Pandev (Napoli) - Nel turn over di Mazzarri il macedone ha l'occasione di mettersi in luce dopo le ultime prove non proprio esaltanti. Ripaga con una doppietta di qualità: prima segna incrociando di sinistro dopo un regalo di Kucka e poi scaricando in rete un potente diagonale destro da posizione defilata. Il Napoli riparte dopo l'imprevisto stop casalingo contro il Sassuolo e Goran è l'emblema perfetto di una panchina lunga che giocherà un ruolo fondamentale nella stagione degli uomini di Benitez. 

Juan Iturbe (Verona) - Il giovane sudamericano classe 1993 si presenta al pubblico italiano con una prestazione da sogno contro il Livorno. Segna il gol del vantaggio con una splendida e imparabile punizione all'incrocio dei pali e per tutta la partita fa dannare la difesa amaranto. Già titolare nell'under 20 argentina è arrivato in Veneto dopo l'esperienza al River Plate e quella al Porto. Potrebbe essere una sorpresa. 

I FLOP 5 DELLA SESTA GIORNATA

Fabio Liverani (Genoa) - Contro il Napoli delle meraviglie il Genoa parte già battuto ma l'ormai ex tecnico ci mette del suo. La confusione tattica dei grifoni sfocia nell'impiego di Calaiò come esterno d'attacco in un 4-3-3 che a Preziosi fa venire la malinconia di Gasperini. Detto fatto: esonerato l'ex centrocampista della Lazio e ritorno a Genova per il tecnico che portò i rossoblu in Europa solo poche stagioni fa. 

Edoardo Garrone (Sampdoria) - Perdendo contro il Milan la Sampdoria certifica il peggior inizio di campionato in serie A nella sua storia. 2 punti e fondo della graduatoria insieme al Sassuolo con il popolo blucerchiato che si sente preso in giro dal suo patron per i mancati acquisti estivi. 19 mila abbonati per una squadra che rispetto all'anno scorso si è indebolita nonostante la salvezza sia stata centrata per il rotto della cuffia. 

Gianluca Curci (Bologna) - I felsinei diventano la peggior difesa del campionato dopo il Sassuolo. 16 gol subiti da Gianluca Curci che nonostante il tornado Roma dimostra di essere tutt'altro che impeccabile. Al 6’ respinge al centro dell’area una punizione di Pjanic fornendo la palla dell’1-0 a Florenzi ma tutta la partita nel suo ex stadio diventa un tiro al bersaglio. I tifosi rossoblu ricordano con malinconia il periodo Viviano. 

Ciro Immobile (Torino) - Giudicando il fallo di Glick nella scorsa stagione Pasquale Bruno aveva usato il termine "favoloso". Ciro Immobile deve aver sentito e con un'entrata degna della famosa scena di "Radiofreccia" si è lanciato su Tevez per un intervento che avrebbe meritato il rosso. Fallo da dietro e cartellino giallo che è sembrato ingiusto tanto quanto il gol in fuorigioco della Juventus. 

Mazzoleni e La Rocca - Rispettivamente arbitro e guardalinee nell'azione del gol partita di Pogba non vedono un fuorigioco netto di Carlos Tevez e convalidano un gol da annullare. La rabbia granata esplode, un errore grave che decide il derby di Torino e moltiplica le tensioni fra i club anche nel post partita. La Juventus sottolinea: "Non avete fatto un tiro in porta e Immobile andava espulso". Il Toro ironizza sulla lealtà: "Non vi buttate giù, fino a 31 (ops 29) ci siete arrivati". 

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