I 5 top e i 5 flop della 25a giornata di serie A

Giornata da sogno per Stefan Radu, Carlos Tevez raggiunge Rossi in vetta alla classifica cannonieri. Male la difesa del Livorno e Diego Milito

Carlos Tevez esulta dopo il gol nel derby – Credits: Getty Images

I TOP 5 DELLA 25a GIORNATA

Carlos Tevez (Juventus) - L'argentino decide il derby e vola in vetta alla classifica cannonieri della serie A. Il suo primo campionato in Italia si sta confermando su livelli da top player e stupisce come l'Apache si sia perfettamente inserito nei tempi e nei meccanismi del calcio italiano. Sicuramente il migliore attaccante della serie A.  

Luca Toni (Verona) - Lo show di Luca continua con il 13° gol in 22 partite, un bottino da record che coincide con una stagione da sogno per il Verona. Anche contro il Livorno il suo gioco da torre favorisce gli inserimenti e valorizza la manovra della squadra di Mandorlini. Gli scaligeri espugnano il Picchi e restano tra le principali candidate per l'Europa in una stagione che comunque resterà nella storia del club. 

Emanuele Calaiò (Genoa) - Mette in rete l'1-1 e non esulta. Sa di averla combinata grossa da avversario nello stadio che ha sempre sognato di vivere da protagonista. Prodezza balistica che regala al Genoa un punto fondamentale e che impone a Gasperini di prenderlo più considerazione: l'arciere può ancora dire la sua in serie A. 

Luca Rigoni (Chievo Verona) - Tra i centrocampisti più metodici e coordinanti della serie A. Oltre al gol tiene in mano tutta la manovra clivense e dimostra di avere le chiavi del centrocampo. Altra prova di buon livello per un pupillo di Corini, la salvezza è alla portata. Conquistarla non sarà facile. 

Stefan Radu (Lazio) - Il primo gol è una vera e propria prodezza, il secondo più fortunoso. A parte le reti il rumeno offre però una buona prova, correndo su e giù per la fascia e sovrastando in toto il suo collega e rivale Coda. In un Olimpico illegale si ritrova eroe per un giorno in una partita che non dimenticherà mai. 

I FLOP 5 DELLA 25a GIORNATA

Paolo Castellini (Livorno) - Giornata da incubo, al Picchi arriva Iturbe e per l'ex terzino della Samp sono dolori. Sempre in ritardo non dà mai l'idea di poter competere con il rivale a livello fisico e atletico. 35 anni per un terzino si fanno sentire, soprattutto se non sei (e non sei mai stato) Cafù. 

Lorenzo Insigne (Napoli) - Entra a 20 minuti dalla fine e offre al San Paolo 20 minuti di nulla assoluto. Il talento fatto in casa sta dimostrando di essere ancora troppo acerbo per una maglia come quella azzurra. Impossibile paragonare la sua continuità e il suo rendimento a giocatori come Mertens e Callejon, forse una stagione in prestito fuori da Napoli potrebbe far capire il suo reale valore. 

Alessandro Rosi (Sassuolo) - Sulla sua fascia c'è Radu che oltre a segnare una doppietta fa il bello e cattivo tempo per tutta la partita. La colpa è anche dell'ex romanista che da quando ha lasciato Parma sembra faticare il doppio. 

Diego Milito (Inter) - Male per l'argentino, male per l'Inter. I nerazzurri pareggiano in casa con il Cagliari e l'eroe del triplete appare macchinoso e fuori forma. "Recuperare da un infortunio come il mio a 34 anni non è facile" ha ammesso. Forse l'Inter dovrebbe farsene una ragione a andare avanti. 

Andrea Coda (Livorno) - Toni lo sovrasta nel gioco aereo e il centrale amaranto vive una giornata da incubo. Il Livorno cade in casa e la lotta salvezza si complica ulteriormente. Il reparto arretrato di Di Carlo resta il primo problema per la squadra di Spinelli. 

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