21° giornata - Fiorentina, che danni. Tagliavento penalizza l'Atalanta

Tommasi spinge il Genoa al Franchi e il Torino vince con un rigore fasullo. Dubby sul penalty del 3-1 della Roma mentre Massa è promosso per Lazio-Juve - Tutti i rigori della A

Il gol del Genoa da annullare per fuorigioco – Credits: fermo immagine Mediaset Premium

Giovanni Capuano

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Un'altra domenica nera per gli arbitri italiani e nell'incontro con i capitani della serie A i vertici dell'Aia dovranno spiegare perché si continua a sbagliare così tanto e in modo anche incomprensibile. Esce bene Massa dal big match Lazio-Juventus: era alla prima grande partita da internazionale e ha avuto ragione su tutti gli episodi controversi di una gara non semplice. Ok il rigore con espulsione di Buffon e anche il mancato penalty per il mani di Bonucci (movimento congruo secondo tutti i moviolisti).

Chi merita un voto bassissimo è Tommasi che penalizza fortemente la Fiorentina contro il Genoa. Rigore generono (quasi inesistente) per il contatto Neto-Antonelli e rete del 2-1 genoano da annullare per fuorigioco di Antonini. Un disastro e ha ragione Della Valle a lamentarsi così come piange l'Atalanta per l'assurdo rigore concesso da Tagliavento per lo scontro tra Consigli e Cerci: fallo del granata che, invece, va sul dischetto e regala la vittoria alla squadra di Ventura. Incomprensibile.

Generoso anche il penalty concesso al Sassuolo e realizzato da Berardi: è però ininfluente. Bene Doveri in Cagliari-Milan: il mani di Cabrera che genera la punizione dell'1-1 di Balotelli è un gentile omaggio del cagliaritano che si merita anche l'ammonizione al pari di SuperMario che esulta in modo scomposto e prendendosela con i tifosi dietro la porta. Ecco comunque come Panorama.it ricostruisce la classifica oggi senza gli errori arbitrali. Vale la tradizionale avvertenza che il parametro preso in considerazione sono le decisioni che avrebbero potuto cambiare concretamente il risultato (rigori non assegnati o che non c'erano, reti annullate o concesse per errore) e che la graduatoria fa riferimento alle moviole dei quotidiani sportivi italiani esprimendo non un valore oggettivo ma una tendenza.

 
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