Calcio

I 5 top e i 5 flop della 18a giornata di serie A

Toni è ancora tra i migliori della serie A, la sorpresa è il baby Cristante. Male il Bologna di Pioli, delude ancora Kuzmanovic - Tutti i rigori

Cristante calcia il pallone del suo primo gol in serie A (Getty Images)

 I TOP 5 DELLA 18a GIORNATA

Luca Toni (Verona) - Il Verona vola grazie al suo bomber. Arrivato in provincia per un ultima stagione al sole della serie A l'attaccante campione del mondo si sta rivelando il top player della squadra di Mandorlini. Nono gol in sedici partite e nuova prova di sostanza: difende palla, fa salire la squadra, calcia dalla distanza e fa sponde per l'inserimento dei centrocampisti. Rinato in Veneto al punto che in tanti ne parlano anche in prospettiva mondiale, chi l'avrebbe mai detto?

Francesco Lodi (Catania) - Il centrocampista napoletano non poteva sognare un ritorno migliore nella sua Catania. Dopo i sei mesi difficili al Genoa il centrocampista si riprende la maglia numero dieci che era di Maxi Lopez (epurato) e si ripresenta al suo vecchio pubblico con un assist e un gol che valgono tre punti fondamentali per la lotta salvezza. Il Catania di De Canio c'è ancora. 

Arturo Vidal (Juventus) - Protagonista della vittoria contro la Roma e non solamente per il gol del vantaggio. Recupera palloni e spunta in ogni parte del campo. Sorprende per continuità e qualità di gioco, il suo apporto al centrocampo bianconero è fondamentale e il 3-0 alla Roma lo vede come assoluto protagonista. 

Bryan Cristante (Milan) - I rossoneri ripartono dal 3-0 all'Atalanta e la nota lieta per la squadra di Allegri arriva dal suo gioiello più giovane. L'ex primavera classe 1995 raccoglie la sua seconda presenza in serie A e la impreziosisce con un gol dalla distanza. Recupera palloni e sempre nel vivo del gioco ha sorpreso tutti: il Milan ha un nuovo Golden Boy

Ricardo Kakà (Milan) - Segna una doppietta e raggiunge quota 101 gol in rossonero. In una stagione di transizione evita al Milan ulteriori sorprese in classifica laureandosi man of the match in una sfida inedita per la salvezza. In tanti nutrivano dubbi sulla sua tenuta fisica ma il brasiliano ha dimostrato di essere rigenerato dall'aria di casa, in 12 partite i gol sono già 5. 

 I FLOP 5 DELLA 18a GIORNATA

Cesare Natali (Bologna) - Giornata da dimenticare per il centrale di Pioli. Il Bologna cade nella decisiva sfida salvezza contro il Catania e il centrale offre una prestazione altamente insufficiente. In ritardo e fuori posizione prova a far ripartire la squadra con lanci lunghi che cadono sempre nel nulla. La panchina di Pioli è appesa ad un filo. 

Adem Ljajic (Roma) - Emblema della disfatta giallorossa allo Juventus Stadium. Garcia lo mette nel tridente con Totti e Gervinho ma il serbo non riesce mai ad incidere sulla partita. Avrebbe l'occasione per segnare a pochi minuti dall'inizio ma Buffon neutralizza il suo destro sull'assist di Totti. Nel finale calcia una punizione alle stelle che mette la parola fine ad una giornata da dimenticare. Dopo una avvio entusiasmante con la sua nuova maglia si sta via via perdendo. 

Nikola Maksimovic (Torino) - Il serbo raccoglie il suo quarto gettone in serie A ma la partita è da dimenticare. Sulla sua fascia c'è Biabiany che fa ciò che vuole per tutta la partita. L'ex esterno della Stella Rossa non riesce ad arginarlo e la sua sofferenza è la chiave per la vittoria dei ducali.  

Zdravko Kuzmanovic (Inter) - Mazzarri lo manda in campo dopo il buon finale nel derby ma l'ex centrocampista della Fiorentina non lo ripaga. Contro la Lazio i nerazzurri offrono una prova abulica e il suo passeggiare per il campo è l'emblema di un match dal tasso tecnico disarmante. La sua permanenza a Milano non è scontata e la prova dell'Olimpico non lo ha aiutato a guadagnarsi la conferma. 

Lazio - Inter - La partita degli orrori. L'anti-spettacolo per eccellenza si concretizza nella sfida dell'Olimpico. Statistiche che fanno rabbrividire e quattro tiri in porta nei 90 minuti. Troppo poco per dimenticare tutto con il gol di Klose - Lazio - Inter, tra le partite più brutte di sempre

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