1° giornata - Furia Mazzarri contro Doveri (che sbaglia quasi tutto)

L'Inter si lamenta per il pari di Torino, ma l'errore più grave è reso innocuo dalla parata di Handanovic. Debutto sufficiente per la squadra del neo designatore Messina

Handanovic para il rigore a Larrondo – Credits: Ansa

Giovanni Capuano

-

Pronti, via e subito polemiche. Non è andata male la prima prova della squadra del neo designatore arbitrale, Domenico Messina. Pochi errori, qualche sbavatura a in generale la sensazione di essere già in uno stato di forma accettabile. Il veleno è arrivato in coda da Torino, dove Doveri ha sbagliato l'interpretazione di Torino-Inter mandando su tutte le furie Mazzarri e i nerazzurri. Le critiche sembrano giustificate, anche se i fischi (i non fischi) del direttore di gara alla fine - regolamento alla mano - non hanno condizionato il risultato perché l'errore più grave è la concessione del rigore ai granata, poi sbagliato da Larrondo. Dato quel penalty, sarebbe stato naturale concedere anche quello per il contatto Glik-Icardi su cui, invece, Doveri ha sorvolato. Secondo le moviole non c'erano né l'uno né l'altro ed è parsa esagerata anche l'espulsione di Vidic per l'applauso ironico al direttore di gara.

Qualche dubbio anche in Sassuolo-Cagliari (arbitro Valeri) per una simulazione di Berardi che è risultata al limite del fallo. Non ha fatto benissimo Tommasi in Palermo-Sampdoria, dove il rosso a Regini è affrettato e in campo c'è stata un po' troppa confusione senza che il fischietto riuscisse a farsi rispettare. La prima giornata ha mostrato arbitri abbastanza fiscali con i contatti in area di rigore. Ad esempio a San Siro per Milan-Lazio Tagliavento ha punito sia la trattenuta di De Vrij su Menez che lo sgambetto di Abate su Candreva: netto il secondo fallo, il primo fa parte di quella casistica per la quale ogni tanto si sorvola. Bene così se ci sarà uniformità di giudizio. 

Ecco comunque come Panorama.it ricostruisce la classifica oggi senza gli errori arbitrali. Vale la tradizionale avvertenza che il parametro preso in considerazione sono le decisioni che avrebbero potuto cambiare concretamente il risultato (rigori non assegnati o che non c'erano, reti annullate o concesse per errore) e che la graduatoria fa riferimento alle moviole dei quotidiani sportivi italiani esprimendo non un valore oggettivo ma una tendenza.

© Riproduzione Riservata

Commenti