In squadra come a scuola, e viceversa
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In squadra come a scuola, e viceversa
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In squadra come a scuola, e viceversa

Alla Virtus Lanciano abbiamo istituito i colloqui con gli istruttori per i genitori dei ragazzi del nostro settore giovanile. Con questi interessanti risultati

Lo sport, certo, ma anche la scuola: qualsiasi club tenga davvero ai suoi ragazzi, deve considerare entrambi i fronti di impegno dei suoi ragazzi. E magari mutuare anche qualche abitudine tipica dell'altra sfera: al proposito, da questa stagione alla Virtus Lanciano abbiamo deciso di organizzare due "ricevimenti" dei genitori proprio come a scuola. Il primo appuntamento si è tenuto in questi giorni: i papà e le mamme dei nostri piccoli campioni hanno incontrato dirigenti, allenatori, il nostro psicologo dello sport, il medico e il responsabile della Scuola Calcio per confrontarsi sulla crescita, sulle aspettative, sulle attitudini e sul comportamento del loro bambino.

Mi ha molto colpito l’entusiasmo e la partecipazione con cui i genitori hanno risposto al nostro invito, per non parlare della sorpresa nello scoprire che al di fuori delle mura domestiche sono proprio i dirigenti della Scuola Calcio a svolgere una funzione “cuscinetto” tra le famiglie e gli insegnanti o gli allenatori. È a loro che i più piccoli raccontano com’è andata la verifica in classe, quanto è antipatico il compagno o quant’è carina la compagna, sulla quale chiedono persino consigli di “cuore” ai nostri tutor accompagnatori.

È scoprendo questo rapporto tra i nostri iscritti e la Società, osservando quanto ciò sia per loro un riferimento nella vita oltre che nello sport, che mi convinco di quanto sia necessario considerare questi ragazzi non sono solo come un ruolo o un numero di tessera, ma come piccoli uomini che, con i loro dubbi e il loro carattere, costruiscono il loro futuro sui banchi di scuola, proprio come cercano di fare sul verde del rettangolo di gioco.

Oggi i ragazzini si trovano di fronte ad una quotidianità frenetica e piena di impegni, di stimoli e preoccupazioni che rivelano ai propri compagni di squadra o all’allenatore, un “preparatore” in tutti i sensi, attento al comportamento del giovane. Alla Società, invece, spetta il compito di fare in modo che questi ragazzi possano avere il tempo per lo svago, più che legittimo a questa età (perché sì, esistono la scuola e i compiti, l'allenamento e le partite, ma non dobbiamo dimenticare che gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza sono fatti anche di svago, di compagnie e di divertimento).

La Scuola Calcio, ad esempio, prevede solo due allenamenti alla settimana, programmati sempre dopo gli orari del rientro pomeridiano scolastico e pianificati dopo il confronto con gli istituti frequentati dai calciatori. A mio avviso, gli impegni scolastici vengono al primo posto, prima di quelli calcistici, su questo tema abbiamo organizzato un ciclo di seminari partito questa settimana, dal titolo “Noi giochiamo insieme....”: Educazione, Scuola e Calcio, come allenarsi e vincere insieme.

Lo sport insegna a crescere, ed è giusto che tutti possano goderne senza costrizioni di tempo e limitazioni di alcun tipo, neppure quella economica. Ormai da due stagioni la Virtus Lanciano, in collaborazione con il Comune, ha introdotto l'assegnazione di borse di studio che premiano i bambini delle famiglie più disagiate con l'accesso gratuito alla Scuola Calcio.

Un errore in campo si può sempre commettere, così come un brutto voto in pagella sprona a fare meglio la prossima volta, ma se una Società di calcio professionistica riesce a tenere le fila della maturazione intellettuale e sportiva di un giocatore, il risultato è un 10 e lode assicurato.

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