Bruno Banani: in mutande per lo slittino (e per Tonga) a Sochi

Per gareggiare nello slittino ha accettato di chiamarsi come un marchio di intimo. E ora è il primo atleta di Tonga ai Giochi invernali - Lo speciale di Panorama.it

Bruno Banani durante le prove sulla pista di slittino di Sochi 2014. – Credits: Getty Images.

Paolo Corio

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Alla cerimonia d'apertura di Sochi 2014 sfilerà anche lui, con tanto di palma in bell'evidenza sull'imbottita divisa ufficiale: stiamo parlando di Bruno Banani, specialità slittino, unico atleta dell'Isola di Tonga ai Giochi e primo in assoluto della storia.

La presenza di Bruno sarebbe già di per sé "esotica", ma ad accrescere l'elemento di curiosità c'è il nome, nonché il cognome: Bruno Banani è infatti anche un affermato brand di intimo in Germania. E il nostro atleta olimpico non è un omonimo per caso: sono infatti stati quelli dell'azienda tedesca a proporgli di chiamarsi così per una fantasiosa operazione di marketing, offrendogli in cambio tutto l'appoggio economico per diventare un professionista dello slittino. Ad agevolare la presentazione della richiesta di Fuahea Semi (questo il suo vero nome) all'anagrafe dell'Isola è stata poi niente meno che la principessa Salote Mafile'o Pilolevu Tuita, sorella del re di Tonga, appassionata di sport invernali e alla ricerca di un atleta che potesse rappresentare il Paese anche alle Olimpiadi sulla neve.

La vicenda risale alla fine del 2008, ma è stata resa nota al pubblico solo nel 2012, riscuotendo l'immediata e piena disapprovazione dei vertici del Cio, il Comitato olimpico internazionale, terrorizzati all'idea che altri atleti potessero - con la compiacenza delle rispettive autorità (immaginatevi un Usain Bolt con il cognome da scarpa da running) - seguire l'esempio dell'ormai di fatto Bruno Banani. Che, una volta onorato come nessun altro lo sponsor, ci ha messo comunque atleticamente del suo per non deludere la Principessa: dal 2009, subito dopo il cambio di generalità, si è infatti allenato con il gruppo della Nazionale tedesca e lo scorso dicembre, seguito dal coach Isabel Barchinski, s'è regolarmente guadagnato la qualificazione per Sochi risultando 28° su 42 partecipanti ai Campionati del Mondo di slittino disputatisi sulla pista di Whistler, in Canada.

Tra l'altro, il ventiseienne Bruno Banani (sempre per l'anagrafe, figlio di un coltivatore di manioca) non s'è inventato atleta in questi ultimi cinque anni: come Fuahea Semi compare infatti negli annali della Nazionale di rugby, sport in cui Tonga vanta da sempre una buona e rispettata tradizione. Malgrado la "furbata" commerciale, Bruno Banani merita insomma la simpatia di chi si troverà a vederlo in azione nelle gare olimpiche di slittino, in programma dall'8 al 10 febbraio. Con buona pace dei vertici del Cio.

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