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Gabbiadini il top, Podolski-Cerci-Doumbia i flop: il mercato invernale un mese dopo

Storia di 30 colpi di gennaio che si sono rivelati azzeccati o, più spesso, non hanno inciso nel rendimento delle squadre. Chi ha visto Suso, Spolli e Ibarbo?

E' passato un mese dalla giornata delle grandi corse, quella in cui tutte le squadre sono andate a dormire convinte di avere fatto il colpo giusto e aver sistemato le cose. Era il 2 febbraio scorso, ore 23: il momento in cui i giochi del calciomercato si sono chiusi con arrivederci al mese di giugno. Molti movimenti, pochissimi soldi, tanta fantasia e, soprattutto, la disperata caccia alla soluzione in grado di ribaltare l'andamento stagionale. Ora che è passato un mese si può tracciare un primo bilancio di come sia andata. La premessa è che non sono molti quelli che stanno godendo i frutti di quegli investimenti; qualcuno ha alibi e può ancora aspettare, altri fanno già i conti con pesanti bocciature. E si chiedono: valeva davvero la pena gettare altri soldi per giocatori che si stanno rivelando inutili?

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Juventus: Matri e Sturaro solo ritocchi

Partiamo dalla capolista, che a gennaio ha inseguito il colpo grosso (Sneijder) e poi si è accontentata di sistemare qualche situazione. I due nuovi arrivati erano Sturaro e Matri, necessari per dare qualche alternativa in più ad Allegri. Fin qui il loro apporto è stato pari a zero, come i minuti giocati da Matri, che ha accusato qualche problema fisico prima di accomodarsi in panchina. Destino simile a Sturaro, chiamato a Torino con un semestre d'anticipo e fin qui penalizzato da una condizione non perfetta. Potrebbe venire utile presto, ma il bilancio del primo mese dice 3 panchine e una tribuna. Zero minuti (5 panchine su 5) anche per De Ceglie, rientrato alla base in prestito dal Parma. Anche per lui si prega di ripassare puiù tardi.

Roma: i flop Ibarbo e Doumbia

Sabatini si è assunto pubblicamente la responsabilità di un mercato sbagliato, che non ha migliorato la rosa a disposizione di Garcia, si è mosso in ritardo e ha regalato anche alcune gaffes involontarie. La fotografia è l'infortunio di Ibarbo, fermatosi dopo 17 minuti giocati in Coppa Italia contro la Fiorentina a presentato il giorno dopo con grande imbarazzo. Tornerà disponibile tra qualche tempo. Doumbia è stato a lungo via con la nazionale impegnata in Coppa d'Africa e quando è tornato ha fatto collezione di brutti voti, fischi e figuracce: 3 presenze e 135 minuti complessivi. Gol: zero. Poi c'era Spolli che fin qui ha messo in fila solo panchine: 5 su 5.

Napoli: il boom di Gabbiadini

E' stato il primo colpo invernale, nel senso che Napoli e Sampdoria si erano messe d'accordo per tempo e hanno poi solo perfezionato l'affare, ed è stata anche una delle poche trattative che ha mosso soldi veri. Il passaggio di Gabbiadini da Marassi al San Paolo, però, si sta rivelando un buon affare per tutti: chi ha incassato e chi si gode l'attaccante. Gabbiadini è diventato un punto di riferimento per Benitez, ha giocato molto (11 presenze e 497 minuti) nei primi due mesi, segnando 4 gol. Nessuno pensa più ai soldi spesi e in estate potrebbe liberare un big per la cessione salva-bilancio. L'altro acquisto (precoce) è Strinic che sta facendo bene: 7 presenze e (654') e solo 4 panchine. Peccato non possa essere impiegato in Europa League.

Fiorentina: che sorpresa Salah...

Il colpo dell'inverno, però, è quello della Fiorentina che ha fatto cassa cedendo Cuadrado al Chelsea (31 milioni di euro), ma si è anche rinforzata. L'impatto dell'egiziano Salah sulla squadra di Montella è stato clamoroso: 6 presenze (360') con 4 gol e 2 assist. Il colombiano partente è stato dimenticato in fretta e nel conto va anche considerato che il nuovo idolo di Firenze è quasi tutto pagato dagli inglesi. Come desiderare meglio? Gli altri due acquisti hanno rendimento alterno. C'è Diamanti (7 partite e 458' con un gol segnato) che si sta facendo spazio nella rosa, mentre Gilardino (solo 49' spalmati in 3 micro-presenze) è un poì' più in ritardo e, soprattutto, non riesce a uscire dal ruolo di riserva. Però sono arrivati a parametro zero e senza esborso finanziario...

Inter: mercato promosso (ma Podolski)...

Mancini ha rivoluzionato la sua Inter a gennaio. Al netto delle operazioni minori, i grandi acquisti sono stati quattro: tre hanno reso bene nel loro approccio ad Appiano Gentile e uno si sta rivelando un flop. Parliamo di Podolski, giunto in prestito a 600.000 euro dall'Arsenal, che sta mostrando limiti di condizione e adattamento: 9 presenze (644') e zero gol segnati. Fuori dalla lista Europa League, presto Mancini potrebbe anche farlo retrocedere nelle gerarchie dell'attacco nerazzurro. Chi ha cambiato volto alla squadra è Shaqiri, diventato perno fondamentale: 10 presenze (666'), 3 gol e tanta qualità. Voto positivo anche per Brozovic (5 partite e 364 minuti in campo) che ha il limite di non poter essere inserito nella lista europea. La sorpresa, èerò, è stato Santon, che veniva da mezza stagione senza campo al Newcastle (solo 58 minuti) e si è preso la fascia a San Siro: 7 partite e 611 minuti. Chi l'avrebbe detto?

Milan: i misteri Cerci e Suso

Anche il Milan si è mosso tantissimo, ma passata qualche settimana si fatica a capire perché. Le note positive sono Antonelli, che ha fatto da titolare tutte e 4 le partite possibili (360') ritagliandosi uno spazio importante e Bocchetti (una sola panchina fin qui in mezzo a 353' in campo). L'ex parmigiano Paletta, arrivato per tamponare un'emergenza centrali nel momento in cui Mexes era squalificato, è partito da titolare (2 partite e 180') prima di essere squalificato e rientrare in panchina. Poi ci sono i misteri. Il primo è Cerci, fortemente voluto e sbarcato in condizioni fisiche precarie. Quando è entrato in forma Inzaghi ha cambiato modulo e sono iniziati i problemi. Bilancio? 10 presenze (490') e zero gol, solo 5 volte in campo dal primo minuto e nelle ultime 3 di campionato la miseria di 27'. Destro (4 presenze per 287' e un gol) sta faticando a integrarsi e riceve pochissimi palloni dai compagni, ormai abituati a giocare con il 'falso nueve' Menez. Suso, sbarcato dal Liverpool con sei mesi d'anticipo, non s'è proprio visto: 6 panchine e una tribuna. 

Sampdoria: la rivoluzione subita da Mihajlovic

L'ultima domenica, con il gol di Muriel e la buona prestazione di Eto'o nella posizione di trequartista, addolcisce un po' la pillola per Mihajlovic che non ha mai nascosto di aver subito il mercato invernale di Ferrero. Il campo dice che la Samp ha ritrovato la vittoria dopo 5 giornate, guarda caso tutto il periodo post-sessione invernale. Della rivoluzione messa in piedi dai blucerchiati si salvano fin qui Muriel, prima infortunato e poi 2 gol in 3 presenze (139') e Acquah, che dopo essere sbarcato dalla Coppa d'Africa è diventato titolare (3 partite e 270'). Poi c'è il capitolo Eto'o che ha creato più di un grattacapo; il camerunense ha giocato molto (5 presenze e 228'), poco da titolare e senza segnare. Rivedibile come la sua condizione generale. Il difensore Munoz si è fatto male subito (una presenza e 59'), Coda ha fatto quasi solo panchina (48' in campo) e il gioiellino Correa, pagato 10 milioni di euro, ha collezionato fin qui 2 gettoni da 59 minuti e zero gol.

Genoa: boom boom Niang

A Marassi è, infine, esploso Mbaye Niang. L'ex enfant prodige del Milan, che in rossonero si ricorda giusto per il palo al Camp Nou e per qualche ragazzata di troppo, con Gasperini sembra esploso. Gioca tanto (5 presenze di cui 4 da titolare e 331' complessivi), segna (2 gol) e fa segnare: a Milanello forse lo rimpiangono viste le difficoltà di questo 2015. Non pervenuto, invece, il solito Borriello: 10 minuti in campo contro la Sampdoria dopo una serie di tribune. Tra gli acquisti c'era anche l'ex Sassuolo Pavoletti che fin qui ha rivestito un ruolo solo marginale: 2 presenze e 36 minuti. Nulla più.

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