Berlusconi tra closing e nostalgia del Milan: quale futuro rossonero?
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Berlusconi tra closing e nostalgia del Milan: quale futuro rossonero?
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Berlusconi tra closing e nostalgia del Milan: quale futuro rossonero?

Le parole dopo il derby lasciano dubbi. La presidenza onoraria, il ruolo di Galliani e la fiducia nella cessione il 13 dicembre

Mancava a San Siro dal marzo scorso e la sua presenza non è passata inosservata. Il pareggio conquistato in extremis dall'Inter nel derby di novembre non ha rovinato l'umore di Silvio Berlusconi, ma non ha fiaccato nemmeno la sua volontà di restare fino a quando sarà possibile il centro del mondo rossonero. Alla vigilia del closing con i cinesi non è poco, anche se le parole del patron aprono lo spazio a mille interpretazioni.

Berlusconi ha detto: "Se sarà il mio ultimo derby? Non credo". Cosa significa? Che ci ripensa? Che ci sono problemi insormontabili? O, semplicemente, che non rinucnerà mai al gusto di seguire il suo Milan? La verità sta nel mezzo e nel cuore della notte, dopo la consueta cena post-partita, l'uomo che da trent'anni guida il club ha provato a fare chiarezza. Seminando, però, anche qualche altro dubbio.

Berlusconi, il closing garantito e la nostalgia

Che ci sia qualche ritardo nelle autorizzazioni del Governo cinese a portare i soldi fuori per finanziare l'acquisto del Milan da parte del consorzio Sino Europe è cosa nota. Così come l'esistenza di un piano B con l'intervento temporaneo di banche europee. Berlusconi, però, batte la strada della fiducia: "Il closing è fissato per il 13 dicembre, crediamo che non ci siano ostacoli a ottenere le autorizzazioni dallo Stato cinese e quindi pensiamo che avverrà nella data prevista".

Però... Però c'è anche il richiamo al vecchio sogno di guidare in prima persona la nascita di un nuovo Milan "giovane, italiano e prodotto dal vivaio". Berlusconi lo aveva annunciato un paio di anni fa, prima ancora della trattativa con Mr. Bee, e ora torna sull'argomento: "... se non fossi riuscito o se non riuscirò a concludere con i cinesi". Idea che dunque permane, almeno a livello di ipotesi.

Berlusconi, la presidenza onoraria e il ruolo di Galliani

La novità, però, arriva nella seconda parte del ragionamento. Si comincia col suo ruolo futuro ("Reputo che restare presidente con una società altrui non sia una cosa da tenere in considerazione e allora mi hanno offerto la presidenza onoraria, senza un presidente diverso da me") e si arriva a quello di Galliani, in uscita dal club dopo la firma del closing e per il quale si parla di una possibile carica in Lega Calcio.

Parlando con i giornalisti Silvio Berlusconi racconta due cose sin qui inedite. La prima è la sua volontà di restare solo se potrà incidere: "La presidenza onoraria potrebbe anche concretizzarsi, ma dovrei avere qualche possibilità di intervento. Ad esempio il sì o il no su acquisti e cessioni o anche sullo schema di gioco". L'affondo, invece, è sul futuro ruolo di Adriano Galliani: "Spero proprio ci sia spazio per lui. Una delle condizioni che metterò per accettare la presidenza onoraria è questa e cercherò di farla accettare". Al momento, tuttavia, non è previsto dalla proprietà subentrante alcun ruolo per l'attuale amministratore delegato: Fassone non gliel'ha offerto e lo stesso Galliani non prenderebbe in considerazione nulla meno di quello che già ricopre come carica.

Berlusconi, il futuro di Donnarumma e la stoccata a Montella

Attenzione, però, anche ad altre due frasi di Berlusconi. Da mesi non parlava di Milan e il suo commento alla stagione che vede i rossoneri al secondo posto contiene un pugno in una carezza. Montella merita i complimenti, però "abbiamo alcune differenze nello schema tattico, perché ho la convinzione che lo schema che ci ha portato a vincere in questi trent'anni sia quello che prevede due punte e una mezzala dietro. Quindi insisto che lo schema sia questo e che non ci siano due ali di ruolo". Detto nella notte della doppietta di Suso nel derby, fa comunque un certo effetto...

Infine, questione aperta anche sul futuro di Donnarumma. Chi si aspettava la promessa che sarà il pilastro della ricostruzione rossonera, rimane deluso: "Ha messo su un mare di muscoli nell'ultimo anno ed è stato chiamato in Nazionale. Dietro di lui c'è un altro portiere, con un anno in meno, che mi dicono essere altrettanto bravo...". Elogio del vivaio e nessuna dichiarazione d'amore.

Silvio Berlusconi mancava da San Siro da otto mesi, gli è bastata una domenica di derby per rimettersi al centro di tutto l'universo rossonero.

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