Il matrimonio (all'italiana) tra Berlusconi ed Allegri

La sera di Arcore dove tutti hanno vinto (e perso) qualcosa, tranne il Milan - la serata: i retroscena - il mercato del Milan di Allegri - la rabbia della Roma -

Il confermato allenatore del Milan, Massimiliano Allegri (credits: Ansa/Andrea Mascolo)

Carlo Genta

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Matrimonio all’italiana. Alla fine si passa sopra a tutto: liti, insulti, cornetti alla crema olandese o romana. Quando si comincia a parlare di alimenti, spesso vince l’avvocato. Se è uno bravo. E Galliani lo è.

Lui tra moglie e marito ha messo non il dito, ma tutta la sua abilità diplomatica. Stava dalla parte di Allegri, così come la squadra (almeno a parole) e la curva (almeno a striscioni). Dalla parte di Allegri e non da quella di Clarence Seedorf. Gli alimenti erano due milioni e mezzo netti da dare all’allenatore ancora per un anno di contratto. E 3,5, pare, chiesi dall’esosissimo olandese, che non è mai stato allenatore e avrebbe cominciato dal piano più alto.

Allora ecco che Silvio ha deciso di lasciar perdere la causa. Mettendo però per iscritto che è lui a portare i pantaloni in famiglia e a portare il pane a casa. Quindi continuerà a dettare le condizioni – e le formazioni – e che nessuno osi fiatare o disobbedire. Di prolungamento del contratto nemmeno se ne parla: si tenta una riconciliazione e basta. Poi si vedrà in autunno come gireranno le cose.

Con Zaccheroni, in condizioni più o meno simili, non girarono. Tabarez e Terim erano solo avventure esotiche. Questo solo per ricordare un po’ di storia. Lui, Allegri, ha sottoscritto la riconciliazione, apparentemente senza condizioni. E senza parole, se non quelle relative al menù della cena. L’altro giorno era buono, disse, il caffè di via Turati. Al quale Berlusconi non si presentò. Questa volta dice che hanno “mangiato veramente bene” (immaginatevi se invece avesse detto che resta ma la cena era uno schifo..) e che oggi a Milano manca solo un po’ di sole. Il passo successivo sarebbero le considerazioni sul fatto che non ci sono più le mezze stagioni. Ma lui sa che per gli allenatori ci sono eccome, quindi tralascia.

Del resto Max è uno furbo. Somiglia tanto a quelli che dicono sempre di sì, al capo, al papà o alla moglie e poi fanno quello che gli pare. Così ha sempre fatto, fin da quando fece fuori con astuzia (e con tutte le ragioni del mondo) il cocco di Silvio, Ronaldinho per poi farsi prendere uno vero come Ibra al posto del paracarro brasiliano e andare a vincere lo scudetto a braccia levate. Berlusconi dice che nella notte di Arcore si è parlato anche di mercato. Vedremo cosa il padrone porterà in dote, per un arredamento che va decisamente rinnovato. Che poi dipende sempre da cosa si vuole nella vita. Comunque vada l’estate, una cosa è certa: alla fine il Cavaliere dirà che il Milan, cioè la squadra più titolata al mondo, è pronta per vincere tutto, senza sconti per nessuno, grandi d’Europa comprese. Max risponderà con un sorriso, facendo di sì con la testa.

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